Truffe on line: scatta la denuncia per cinque persone
Un uomo mette in vendita on line una stufa a pellet ma sparisce dopo il pagamento. Stessa modalità per una bicicletta e un autocarro
Un uomo mette in vendita on line una stufa a pellet ma sparisce dopo il pagamento. Stessa modalità per una bicicletta e un autocarro
CRONACA – I Carabinieri di Ovada hanno deferito in stato di libertà, nel corso di due diverse indagini, quattro persone, tre di Bari ed una di Napoli, con l’accusa di sostituzione di persona e truffa aggravata. Si tratta delle ormai classiche truffe di oggetti venduti online il cui venditore, dopo essersi fatto pagare un anticipo (o addirittura tutta la somma) sparisce senza spedire l’oggetto pattuito.
Nel primo caso, a finire nei guai è stato un 46enne napoletano, noto per fatti analoghi che, dopo aver inserito un annuncio su un noto sito di vendite on-line per una stufa a pellet, aveva concordato con un compratore di Ovada il pagamento della somma di 600 euro. A seguito del pagamento, il venditore era scomparso. Analogo fatto sempre ai danni di un ovadese che, su un altro sito, aveva acquistato una bicicletta per una cifra superiore ai 150 euro. In questo caso, a finire nei guai sono stati tre baresi, anch’essi noti per fatti analoghi.
Le attività investigative in entrambi i casi hanno visto la comparazione tra i dati dei portali di vendita e i dati delle carte postepay su cui erano state effettuate le transazioni, fino a giungere all’esatta identificazione dei colpevoli. Peraltro è emerso come sia il napoletano che i baresi si fossero spacciati per terze persone risultate completamente estranee e, pertanto, per loro è scattato anche il deferimento per sostituzione di persona. Per quanto riguarda i tre baresi, le indagini hanno svelato anche l’esistenza di altre truffe da loro commesse nel territorio nazionale e per le quali sono in corso ulteriori accertamenti.
I Carabinieri di Valenza hanno denunciato per truffa un uomo di 52 anni, residente in provincia di Imperia, già noto alle forze dell’ordine anche per fatti analoghi. L’indagine ha preso spunto dalla denuncia presentata a fine novembre di quest’anno da un uomo del posto il quale ha riferito che giorni prima, navigando su un sito di vendite online, aveva visto in vendita un autocarro al prezzo di 4.200 euro e aveva deciso di acquistarlo visto che il prezzo era conveniente. L’uomo ha contattato il venditore su un numero di cellulare trovato nell’annuncio e quest’ultimo gli ha fissato un appuntamento in provincia di Cuneo per visionare il mezzo, chiedendo però un anticipo di 250 euro come caparra. Ha ricevuto quindi le copie del documento di identità del venditore ed ha effettuato la ricarica su una carta postepay di cui aveva ricevuto il numero.
Il venditore però, con delle scuse, ha detto di non poter mostrare l’auto in vendita per il giorno concordato perché affermava che la moglie era comproprietaria dei veicolo, ma chiedeva ulteriori 640 euro per il passaggio di proprietà, che sono stati accreditati dalla vittima sulla stessa carta postepay. Il venditore però con la scusa che la moglie doveva andare via di casa e voleva la metà del prezzo di vendita, ha chiesto alla vittima ulteriori 1250 euro che l’uomo ha versato sulla postepay, senza ancora dubitare del fatto che potesse essere una truffa. Il venditore ha mandato alla vittima con il telefono anche una foto di un talloncino relativo a un passaggio di proprietà effettuato a nome di quest’ultimo, ovviamente falso, facendogli credere che le pratiche burocratiche erano già concluse, chiedendo ulteriori 300 euro prima del saldo finale all’atto della consegna del veicolo. La vittima però parlando con un amico delle lungaggini nell’acquisto del mezzo, è stato messo sull’avviso che probabilmente era vittima di una truffa e si è recato quindi all’Aci dove, con una visura, si è reso conto che il mezzo non era affatto intestato a lui, ma a un uomo della provincia di Brescia. Poiché nel frattempo il venditore era sparito e non rispondeva più al telefono, alla vittima, capito quanto accaduto, non è rimasto che presentare la querela.
I Carabinieri hanno verificato quindi che il numero di telefono contattato e il numero di postepay fornito erano appartenenti al 52enne che è stato pertanto denunciato all’Autorità Giudiziaria per truffa.