In calo la produzione di miele e castagne: tutta colpa del clima
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
15 Ottobre 2016
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In calo la produzione di miele e castagne: tutta colpa del clima

E' allarme tra i produttori e i consumatori di miele e castagne: il clima pazzo, con estati prolungate e secche, mettono a rischio la produzione. E il prezzo sale.Non solo: " Se manca il nutrimento per le api, in primavera rischiano di indebolirsi"

E' allarme tra i produttori e i consumatori di miele e castagne: il clima pazzo, con estati prolungate e secche, mettono a rischio la produzione. E il prezzo sale.Non solo: " Se manca il nutrimento per le api, in primavera rischiano di indebolirsi"

PROVINCIA – Diminuisce l’offerta, cresce il prezzo. E’ la dura legge del mercato che non risparmia quello del miele. Rassegnamoci: questo inverno trovare un buon vaso di miele nostrano a buon prezzo sarà pressoché impossibile. Parola di produttori, che lanciano l’allarme. Le pazzie del clima negli ultimi due anni stanno mettendo a rischio la produzione. Salve, per ora, le api, ma se non ci saranno cambiamenti sostanziali, la prossima primavera rischiano di indebolirisi.
“La produzione è in calo negli ultimi due anni – ammette Paolo Ferrario, apicoltore di Molare – se quella del 2015 ci sembrava una annata pessima, quella del 2016 è ancora peggio”.
C’è chi attribuisce la colpa ai pesticidi, che stanno uccidendo le api, “ma qui in collina, dove non ci sono coltivazioni estensive”. La colpa quindi “è soprattutto del clima”. Estati lunghe e secche, anche se non particolarmente calde, hanno tolto vigore ai fiori, che hanno poco polline. “Il fiore si asciuga e non ha nettare”, conferma Giulia Pitarresi che, insieme al padre, gestisce un’azienda biologica a Casale. Per l’acacia si è verificato il problema inverso: il clima è stato freddo fino ad aprile e, a maggio, epoca della fioritura, sono venute forti piogge. “Il fiore d’acacia è molto delicato, basta poco per farlo cadere, una pioggia intensa, per non parlare della grandine”. Addio fiori e addio miele.
Praticamente non ne abbiamo,quest’anno. La nostra produzione è calata del 70% per quello di acacia”. Pitarresi ha alzato il prezzo il meno possibile, da 12 euro al chilogrammo a 13. Ferrario lo manterrà stabile, dice, “ma sono riuscito a farne solo 200 chilogrammi”. Se sugli scaffali dei negozi si trova a meno, “è bene diffidare. O è di provenienza estera, o il vaso è più piccolo”.

Di miele di tiglio, “ne abbiamo fatto la metà rispetto allo scorso anno”, dice sempre Pitarresi. Il Millefiori, “dipende dalle zone, ma la siccità ha colpito un po’ tutti”. Scarsa anche la “melata”. Il prodotto viene spesso utilizzato come nutrimento naturale per le api durante l’inverno e, visto che le scorte sono già praticamente terminate, il rischio è quello di lasciare gli insetti a stomaco vuoto. Se le api non saranno sufficientemente nutrite durante l’inverno, sarà inevitabile una loro maggiore debolezza al risveglio. Se non ci pensano i pesticidi ad ucciderle, può farlo la fame e l’assenza di fiori.
La siccità prolungata non ha messo a rischio solo il miele, ma anche la produzione di castagne. “I ricci sono vuoti e, se ci sono frutti, sono piccoli”, conferma Anna Lisa Bisio. Oltre ad essere apicultore, Anna Lisa ospita i ragazzi delle scuole per avvicinarli alla conoscenza del bosco. Ad ottobre era solita mostrare loro la raccolta della castagne. “Quest’anno non ho potuto accoglierli,visto che di castagne non ce ne sono. Francamente – dice ancora Anna Lisia Bisio – in trent’anni non ho mai visto una situazione simile”.

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