Bracconieri, 127 casi in un anno
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
5 Ottobre 2016
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Bracconieri, 127 casi in un anno

Non siamo i primi della lista, bensì i secondi, dietro Cuneo. Ma in questo caso sarebbe stato meglio essere ultimi. Stiamo parlando di bracconaggio, di caccia illegale. Secondo i dati diffusi da Legambiente, in provincia di Alessandria si registra in un anno un'infrazione della legge in materia di caccia ogni 20 giorni

Non siamo i primi della lista, bensì i secondi, dietro Cuneo. Ma in questo caso sarebbe stato meglio essere ultimi. Stiamo parlando di bracconaggio, di caccia illegale. Secondo i dati diffusi da Legambiente, in provincia di Alessandria si registra in un anno un'infrazione della legge in materia di caccia ogni 20 giorni

PROVINCIA – Non siamo i primi della lista, bensì i secondi, dietro Cuneo. Ma in questo caso sarebbe stato meglio essere ultimi. Stiamo parlando di bracconaggio, di caccia illegale. Secondo i dati diffusi da Legambiente, in provincia di Alessandria si resistrano in un anno un’infrazione della legge in materia di caccia ogni 20 giorni. A Cuneo una ogni 19,5 giorni. 
Secondo Legambiente sono state rilevate 127 infrazioni; 37 le persone denunciate per bracconaggio; 29 i sequestri di animali cacciati illegalmente. Cinque iprocedimenti incorso contro persone note, altrettante quelle contro ignoti. Sette le persone indagate. I dati si riferiscono al 2015.
Numeri che fanno impressione e che rivelano un fenomeno, quello della caccia illegale, ancora in atto. A preoccupare l’associazione ambientalista è soprattutto la lista degli esemplari cacciabili. Le associazioni venatorie hanno infatti vinto un ricorso al Tar del Piemonte per effetto del quale 39 diverse specie di uccelli migratori sono rientrati nell’elenco di quelli cacciabili, tra qui le anatre.
Nove sono quelli presenti in zona: fischione, canapiglia, mestolone, codone, marzaiola, folaga, porciglione, frullino, pavoncella
“Una situazione grave per la fauna piemontese a cui speriamo il presidente Chiamparino e l’assessore Ferrero vogliano far fronte rapidamente –dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. Sono infatti a rischio, per il divertimento degli ormai sparuti cacciatori piemontesi, diverse specie in via d’estinzione che rappresentano un vero e proprio patrimonio di biodiversità per la nostra regione. Occorre quindi arrivare presto all’approvazione di una legge regionale per regolamentare l’attività venatoria e alla redazione del Piano Faunistico Venatorio Regionale”.
Non sono dello stesso avviso, ovviamente, i cacciatori. Federcaccia parla invece di una apertura “Dopo decenni di immotivato divieto e conseguente penalizzazione dei cacciatori piemontesi”.
Legambiente torna a chiedere “maggiori risorse ai controlli, ad oggi insufficienti per far emergere la reale situazione degli illeciti”. La riforma delle Provincia ha infatti rischiato di cancellare il corpo di Polizia Provinciale che si occupa del servizio faunistico. Venticinque gli agenti in servizio (due stanno però per passare in forza alla polizia locale di Alessandria), chiamati a controllare tutto il territorio. “Il bracconaggio sul territorio c’è – dice il coordinatore Fabio Mutti – ma anche chi è trovato a cacciare in giorni o in orari non consentiti dal calendario è in infrazion”. Insomma, bracconiere non è solo a chi punta il fucile contro le specie protette. Lo è anche, per legge, chi ammazza un numero di capi superiori a quelli consentiti, o lo fa in orari non previsti. Proprio questa è l’infrazione maggiormente rilavata in Provincia, per gli spari in ore notturne o con mezzi non idonei, come trappole,o fucili a doppia canna.
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