I Comuni piemontesi chiedono un tavolo regionale sui flussi migratori
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
23 Agosto 2016
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I Comuni piemontesi chiedono un tavolo regionale sui flussi migratori

L'Anci, l'associazione dei Comuni piemontesi, chiede la convocazione urgente del tavolo di coordinamento regionale per la gestione dei flussi migratori, presso la prefettura di Torino. A guidare la protesta sono i sindaci del cuneese dove le richieste di asilo sono 2.300. In provincia di Alessandria circa 1.100 richieste

L'Anci, l'associazione dei Comuni piemontesi, chiede la convocazione urgente del tavolo di coordinamento regionale per la gestione dei flussi migratori, presso la prefettura di Torino. A guidare la protesta sono i sindaci del cuneese dove le richieste di asilo sono 2.300. In provincia di Alessandria circa 1.100 richieste

POLITICA – I Comuni piemontesi chiedono la convocazione di un tavolo di coordinamento regionale per la gestione dei flussi migratori. La “protesta” è partita dal cuneese e ha coinvolto l’Anci, associazione nazionale comuni d’Italia, sezione Piemonte.  In una lettera di saluto indirizzata al nuovo prefetto di Torino, Renato Saccone, il presidente di Anci Piemonte, Andrea Ballarè, chiede infatti la convocazione di una riunione: “La situazione d’emergenza degli ultimi tempi – si legge nella lettera – sta determinando grandi difficoltà di gestione per molti Comuni piemontesi”.

A lanciare l’allarme erano stati una ventina di sindaci della provincia di Cuneo che hanno consegnato nelle mani del vice presidente cuneese dell’Anci, Michele Pianetta, una lettera chiedendo che l’associazione dei Comuni si faccia portavoce presso il Ministero degli Interni dei disagi e delle istanze del territorio.


In particolare, a destare preoccupazione è la gara europea, bandita lo scorso 3 agosto dalla Prefettura di Cuneo, che prevede l’accoglienza di 2.300 richiedenti asilo sul territorio provinciale nei prossimi 24 mesi. I firmatari della lettera temono l’arrivo di nuovi profughi in Comuni già pesantemente interessati dall’accoglienza.
In provincia di Alessandria sono circa 1.100 i richiedenti e 31 i comuni ospitanti

“Sulla questione la nostra associazione ha sempre fornito un contributo importante sia a livello nazionale sia a livello locale – sottolineano il presidente di AnciI Piemonte Andrea Ballarè e la vice presidente con delega all’immigrazione Elide Tisi – occorre ricordare come lo stesso Sprar, il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, nato proprio dalla collaborazione tra l’Anci e il Governo, si ponga l’obiettivo di mitigare il più possibile gli effetti di un fenomeno globale che ha ormai superato ogni stima. Di certo – continuano Ballarè e Tisi – non intendiamo lasciare soli i sindaci, giustamente preoccupati per gli effetti che una nuova ondata di arrivi potrebbe causare, se mal gestita”.

Da qui il richiamo dell’Anci al rispetto dello Sprar da parte di tutti i soggetti coinvolti e l’appello al nuovo prefetto di Torino ad “un significativo impegno comune nell’attuazione coordinata e omogenea, al fine di evitare possibili distorsioni”. Intanto, in attesa della convocazione del tavolo regionale, l’associazione dei Comuni piemontesi ha invitato il prefetto Saccone a partecipare ai lavori dell’assemblea regionale che si svolgeranno a Torino il prossimo 21 settembre.

In queste ore, inoltre, l’Anci ha voluto far chiarezza sui dettagli del piano di ripartizione dei migranti condiviso con il Governo, che prevede la possibilità di accogliere su tutto il territorio nazionale una media di 2,5 migranti ogni mille abitanti (ovvero un totale massimo di 150.000 migranti l’anno) e non ogni 100 (vale a dire 1,5 milioni di migranti all’anno), come erroneamente dichiarato alla stampa da alcuni esponenti politici.

Il piano di riparto proposto dall’Anci mantiene inalterato l’attuale criterio di distribuzione regionale, estendendolo su base comunale con correttivi che metteranno al riparo i piccoli Comuni e le grandi aree metropolitane e trasferendo il modello Sprar a tutti i Comuni italiani, in modo da creare una distribuzione equa e programmata. “L’obiettivo – concludono Ballarè e Tisi – è quello di superare l’attuale situazione d’emergenza, che vede grandi concentrazioni di migranti in poche aree geografiche”.

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