Bilancio: previste entrate per otto milioni
Home
Redazione Ovadese  
15 Maggio 2016
ore
00:00 Logo Newsguard

Bilancio: previste entrate per otto milioni

La discussione in consiglio comunale è in programma domani e mercoledì sera. Confermate le aliquote Imu - pagamento entro il 16 giugno e 16 dicembre - del 2015, e quelle della tassa sui rifiuti (31 luglio, 30 settembre e 30 novembre).

La discussione in consiglio comunale è in programma domani e mercoledì sera. Confermate le aliquote Imu - pagamento entro il 16 giugno e 16 dicembre - del 2015, e quelle della tassa sui rifiuti (31 luglio, 30 settembre e 30 novembre).

OVADA – Saranno solo scostamenti minimi a caratterizzare il bilancio di Palazzo Delfino, in discussione nelle prossime due sedute – in programma domani e mercoledì sera – del consiglio comunale. I dati della ragioneria prevedono entrate per 8 milioni di euro, derivati da Imu, tassa rifiuti, parcheggi a pagamento e multe per infrazioni al codice della strada. Per quanto riguarda le tasse non ci sono cambiamenti evidenti. Le aliquote dell’Imposta municipale propria sono state confermate dopo il ritocco verso l’alto effettuato nel 2014. Si attesta sui numeri dello scorso anno anche la tassa sui rifiuti, quantificata in 113 euro per un single allocato in un appartamento da 80 metri quadri (lo scorso anno pagava 112,66 euro). A parità di condizioni abitative una famiglia composta da un nucleo di tre persone pagherà 207,19 euro (contro i 204,34 di un anno fa), mentre una composta da cinque membri dovrà versare 293,89 euro. Le scadenze per il pagamento sono tre: il 31 luglio (entro la quale si potrà pagare in soluzione unica, 30 settembre e 30 novembre. Conferme anche per quanto riguarda l’Imu, che dovrà essere pagato entro il 16 giugno e 16 dicembre. Le casse comunali potranno beneficiare inoltre di circa 700 mila euro provenienti da Roma a copertura dell’ormai ex Tasi sulla prima casa (lo scorso anno al 33%). “Il bilancio ricalca in gran parte quello degli anni passati – spiega il vicesindaco Giacomo Pastorino –. Ormai i margini di discrezionalità sono ridotti notevolmente. Sparisce anche il concetto di pattò di stabilità. Ciò che ci interessa di più è capire se finalmente gli enti avranno la possibilità di spendere quanto c’è in cassa”. 

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione