Assegni terapeutici in ritardo. “Ma i malati ne hanno bisogno”
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
9 Maggio 2016
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Assegni terapeutici in ritardo. “Ma i malati ne hanno bisogno”

Continui ritardi nell’erogazione degli assegni terapeutici e delle borse lavoro ai pazienti del servizio di salute mentale. A denunciarlo sono le associazioni di volontariato Il Tiretto e Diapsi di Ovada e Novi Ligure. La vicenda è tanto più grave perché assegni e borse lavoro non sono semplici contributi economici destinati alle persone con problemi psichici, ma veri e propri strumenti terapeutici

Continui ritardi nell?erogazione degli assegni terapeutici e delle borse lavoro ai pazienti del servizio di salute mentale. A denunciarlo sono le associazioni di volontariato Il Tiretto e Diapsi di Ovada e Novi Ligure. La vicenda è tanto più grave perché assegni e borse lavoro non sono semplici contributi economici destinati alle persone con problemi psichici, ma veri e propri strumenti terapeutici

CRONACA – Continui ritardi nell’erogazione degli assegni terapeutici e delle borse lavoro ai pazienti del servizio di salute mentale. A denunciarlo sono le associazioni di volontariato Il Tiretto e Diapsi di Ovada e Novi Ligure. La vicenda è tanto più grave perché assegni e borse lavoro non sono semplici contributi economici destinati alle persone con problemi psichici, ma veri e propri strumenti terapeutici.
“Nel percorso di riabilitazione dei pazienti con problemi mentali, uno dei momenti più importanti è quello del reinserimento sociale – spiega Mario Chirico, del Tiretto – Gli assegni terapeutici e le borse lavoro servono per responsabilizzare i malati. Il lavoro e l’indipendenza economica li fanno sentire parte della società “normale” e capaci di vivere senza bisogno di aiuto esterno”.

Assegni e borse sono fondamentali, anche perché le persone che soffrono di disagio psichico ricevono solo una pensione di invalidità che non supera i 300 euro al mese. Trovare una normale occupazione è molto difficile, a causa dei pregiudizi che ruotano intorno alla malattia mentale. E allora diventa essenziale il sostegno che l’Asl fa arrivare al paziente tramite le borse lavoro.
Ma in questi anni di crisi economica, non è raro che un contributo, uno stipendio o un assegno arrivino più tardi rispetto a quanto previsto. Perché nel caso dei pazienti psichici il ritardo è così grave? Chirico lo spiega con una metafora: “L’assegno terapeutico è come un medicinale. Se sono malato e ho bisogno di un farmaco, e quel farmaco arriva settimane dopo, la mia salute di certo non migliorerà”.
I pagamenti sono rinviati spesso, e anche di alcuni mesi. Una “cattiva abitudine”, come la definisce Chirico, che si ripete nonostante un incontro tra le associazioni di volontariato che si occupano dei pazienti psichici e i vertici del Servizio di salute mentale. All’inizio di aprile Tiretto e Diapsi hanno anche scritto una lettera all’Asl, ma senza ricevere risposta. O meglio, una risposta, di fatto, l’hanno ricevuta: il pagamento successivo è arrivato… in ritardo.
“Il Servizio di salute mentale è molto attento e dispone per tempo i versamenti. Ma poi i mandati di pagamenti si perdono negli uffici amministrativi e arrivano con grosso ritardo ai pazienti”, spiega Chirico. “L’Asl deve capire che quegli assegni fanno parte di una cura. Chi di dovere metta le firme necessarie e consenta ai pazienti di proseguire la propria terapia”, conclude Mario Chirico.

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