Il Cai e le memorie degli “ovadesi in montagna”
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Redazione Ovadese  
10 Aprile 2016
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Il Cai e le memorie degli “ovadesi in montagna”

Sono ancora in corso le ricerche di immagini, documenti e testimonianze per la composizione della mostra, realizzata prossimamente dalla sezione locale del Club Alpino Italiano

Sono ancora in corso le ricerche di immagini, documenti e testimonianze per la composizione della mostra, realizzata prossimamente dalla sezione locale del Club Alpino Italiano

OVADA – Immagini, foto, testimonianze. Ma anche documenti cartacei e reperti storici. E’ attualmente in fase di composizione l’archivio denominato “Gli ovadesi e la montagna” promosso dalla sezione locale del Club Alpino Italiano. Due le categorie scelte per la realizzazione dell’elaborato – “I precursori” e “La mia prima escursione” –, che sarà completato nei prossimi mesi proprio a ridosso dei festeggiamenti per i 40 anni di attività in città. La prima sottosezione del Cai è infatti datata 1976, costituita in sezione vera e propria a partire dal 1982. Nel periodo precedente, a cavallo tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, erano due le società che univano gli appassionati della montagna. All’UOEI (Unione Operaia Escursionisti Italiani) – emanazione della SOMS – si era aggiunto anche il Circolo cattolico Juventus, attivo anche durante il fascismo in contrapposizione all’USO (Unione Sportiva Ovadese), ufficialmente destinato a giovani calciatori e amanti dell’escursionismo con il gruppo GEO.

L’archivio storico prima degli anni ’50 però è “muto” nel senso che i documenti sono costituiti solo da foto e da alcuni trafiletti sui giornali locali. Dagli anni ’70 in poi le tecnologie audio e video hanno permesso agli ovadesi di documentare le trasferte settimanali sulle Alpi e sugli Appennini. Le memorie trasmesse da Rosa Sciutto, Maria Pia Scotti, Bruno Olivieri, Walter Secondino, Pier Giorgio Repetto sono ricche di entusiasmo e riportano alla mente i due luoghi di ritrovo del centro storico, ovvero il bar pasticceria Roggero di via Cairoli e il Bar Sport di Piazza Cappuccini. Ma anche Perasso di Via Cairoli, oltre che calzolaio e fabbricatore di scarponi, era il referente ovadese del TCI e quindi fornitore di documentazione specifica. Il Tobbio, il Dente di Masone, punta Martin, Piampaludo, Tiglieto erano le gite classiche che costituivano il battesimo di molti ovadesi; il treno e la corriera erano i mezzi di trasporto (oltre alle gambe) e solo molto dopo apparvero motorette e utilitarie.

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