Il Cai e le memorie degli “ovadesi in montagna”
Sono ancora in corso le ricerche di immagini, documenti e testimonianze per la composizione della mostra, realizzata prossimamente dalla sezione locale del Club Alpino Italiano
Sono ancora in corso le ricerche di immagini, documenti e testimonianze per la composizione della mostra, realizzata prossimamente dalla sezione locale del Club Alpino Italiano

L’archivio storico prima degli anni ’50 però è “muto” nel senso che i documenti sono costituiti solo da foto e da alcuni trafiletti sui giornali locali. Dagli anni ’70 in poi le tecnologie audio e video hanno permesso agli ovadesi di documentare le trasferte settimanali sulle Alpi e sugli Appennini. Le memorie trasmesse da Rosa Sciutto, Maria Pia Scotti, Bruno Olivieri, Walter Secondino, Pier Giorgio Repetto sono ricche di entusiasmo e riportano alla mente i due luoghi di ritrovo del centro storico, ovvero il bar pasticceria Roggero di via Cairoli e il Bar Sport di Piazza Cappuccini. Ma anche Perasso di Via Cairoli, oltre che calzolaio e fabbricatore di scarponi, era il referente ovadese del TCI e quindi fornitore di documentazione specifica. Il Tobbio, il Dente di Masone, punta Martin, Piampaludo, Tiglieto erano le gite classiche che costituivano il battesimo di molti ovadesi; il treno e la corriera erano i mezzi di trasporto (oltre alle gambe) e solo molto dopo apparvero motorette e utilitarie.