Gli allevatori alessandrini in piazza: “Più trasparenza in etichetta”
Gli imprenditori alessandrini a Torino a difesa del Made in Italy e del Made in Piemonte. "Il comparto lattiero-caseario è quello che sta soffrendo di più,servono soluzioni" dichiara il direttore di Coldiretti Alessandria Leandro Grazioli
Gli imprenditori alessandrini a Torino a difesa del Made in Italy e del Made in Piemonte. "Il comparto lattiero-caseario è quello che sta soffrendo di più,servono soluzioni" dichiara il direttore di Coldiretti Alessandria Leandro Grazioli
TORINO – E’ stato un pic nic al contrario quello realizzato da Coldiretti, lunedì 28, nel cuore di Torino a cui hanno preso parte anche molti imprenditori della provincia di Alessandria arrivati in piazza Palazzo di Città per difendere non solo tutto il comparto zootecnico ma l’agricoltura italiana a 360gradi.
Pasquetta in piazza per gli allevatori piemontesi che, colpiti dalla più grave crisi del comparto lattiero-caseario degli ultimi anni che sta mettendo a rischio solo in Piemonte 8000 posti di lavoro, hanno condiviso con i cittadini e le loro famiglie la necessità di dare una chiara informazione in etichetta sulla provenienza del latte e dei suoi derivati, a tutela della salute e a sostegno delle imprese, oltre che del complessivo tessuto economico.

Sono, infatti, oltre 75 mila le tonnellate di latte in polvere importato in Italia che corrispondono a circa 8 milioni di quintali di latte, ovvero all’intera produzione piemontese. Il lattiero-caseario piemontese ha una produzione lorda vendibile di 390 milioni, conta 2000 aziende produttrici e 51 specialità di formaggi.
“L’Italia ha perso il 15 per cento delle campagne per effetto della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha causato la scomparsa di 2,6 milioni di ettari di terra coltivata negli ultimi 20 anni, pari ad almeno 400 campi da calcio al giorno. – ha concluso il presidente provinciale Paravidino – La profonda crisi economica, che ha colpito comparti importanti dell’agricoltura, tra cui proprio il lattiero-caseario, sta provocando il progressivo abbandono delle campagne e la chiusura delle stalle italiane”.