Ai domiciliari per spaccio di stupefacenti
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
24 Marzo 2016
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Ai domiciliari per spaccio di stupefacenti

I Carabinieri notano un via vai sospetto di tossicodipendenti in una masseria gestita da un uomo di 73 anni. Dopo l'irruzione e la perquisizione trovati cocaina, marijuana, bilancini di precisione e oltre duemila euro di contanti

I Carabinieri notano un via vai sospetto di tossicodipendenti in una masseria gestita da un uomo di 73 anni. Dopo l'irruzione e la perquisizione trovati cocaina, marijuana, bilancini di precisione e oltre duemila euro di contanti

TAGLIOLO MONFERRATO – Prosegue il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti da parte dei Carabinieri di Acqui Terme. Nella giornata di lunedì i Carabinieri è stato arrestato, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, un 73enne, P.C.A.G. di Tagliolo Monferrato, già noto alle forze di polizia.

I Carabinieri di Acqui Terme, nel corso di specifici servizi antidroga nell’Ovadese, avevano notato un sospetto e sostenuto via vai di tossicodipendenti che sempre più spesso e ad ogni ora del giorno e della notte, si recavano in una masseria di Tagliolo Monferrato, gestita dal 73enne. Nella mattinata di lunedì i Carabinieri hanno quindi deciso di fare irruzione nell’abitazione sottoponendo a perquisizione sia l’uomo sia l’abitazione. Addosso all’uomo, all’interno di un calzino, i Carabinieri hanno rinvenuto diverse dosi di cocaina già confezionate per un peso complessivo di oltre 6 grammi.
La perquisizione, proseguita nell’abitazione, ha permesso poi di rinvenire una dose di marijuana, 3 bilancini di precisione, diverso materiale per il confezionamento delle dosi, oltre 13 grammi di semi di marijuana, ancora da piantare.
In un cassetto della camera da letto, i Carabinieri hanno anche rinvenuto 2040 euro in contanti di cui l’anziano non ha saputo dare giustificazioni e che è stata posta sotto sequestro perché ritenuta provento dell’attività di spaccio.

L’uomo, dopo le formalità di rito, è stato ricondotto nella sua abitazione agli arresti domiciliari. Dopo il processo per direttissima l’uomo ha patteggiato una pena di un anno e 4 mesi.

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