Villa Gabrieli: contatti con il Sant’Anna per l’orto terapeutico
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Redazione Ovadese  
18 Marzo 2016
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Villa Gabrieli: contatti con il Sant’Anna per l’orto terapeutico

L'esclusione dal bando promosso da "Aviva Assicurazioni" non ha escluso la realizzazione di "Coltiviamo il benessere", l'iniziativa promossa dalla fondazione Cigno in collaborazione con l'istituto Barletti.

L'esclusione dal bando promosso da "Aviva Assicurazioni" non ha escluso la realizzazione di "Coltiviamo il benessere", l'iniziativa promossa dalla fondazione Cigno in collaborazione con l'istituto Barletti.

OVADA – Il sogno di trasformare parte del parco di villa Gabrieli proseguirà nei prossimi mesi come previsto dal progetto realizzato dalla fondazione Cigno e dall’istituto Barletti in collaborazione con alcune associazioni locali. Nonostante l’esclusione dalla fase finale del bando promosso da Aviva assicurazioni (non sono bastati 7.031 voti per accedere alla fase successiva, riservata ai 45 progetti più votati), “Coltiviamo il benessere” potrebbe vedere la luce col il passare del tempo grazie ad una partnership di lusso con l’istituto superiore Sant’Anna di Pisa e con l’Ass.I.Ort. (Associazione Italiana di Ortoterapia). Se ne saprà di più dopo il 20 aprile, data in cui è fissato un incontro tra le parti.

“Ci stiamo attivando con la Fondazione e con altri enti – dice il preside dell’istituto Barletti, Felice Arlotta –. Stiamo costruendo una rete (a cui aderisce anche il Comune di Ovada, ndr) per promuovere questo progetto. L’idea è di provare a sottoscrivere un protocollo d’intesa con il Sant’Anna”. La struttura pisana – da anni all’avanguardia nelle iniziative dedicate alle ricerche in Scienze della vita – è già stata contattata dal dirigente scolastico ovadese. L’obiettivo del progetto resta sempre quello di trasformare un’area degradata in un punto di riferimento per le istituzioni sanitarie (orto terapeutico per i malati seguiti dalle associazioni) e scolastiche (laboratorio a cielo aperto per gli studenti del Barletti) del territorio. Il tutto con il benestare dell’Asl, che dovrebbe concedere il parco in comodato d’uso.

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