Gli scambi millenari ci hanno resi tutti meticci
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2 Febbraio 2016
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Gli scambi millenari ci hanno resi tutti meticci

Ce lo insegna Bruna Barba che, proponendoci questo libro/manifesto ci aiuta a leggere in modo nuovo il nostro passato e a interpretare il nostro presente...

Ce lo insegna Bruna Barba che, proponendoci questo libro/manifesto ci aiuta a leggere in modo nuovo il nostro passato e a interpretare il nostro presente...

LO SCAFFALE – “Meticcio. L’opportunità della differenza” di Bruno Barba – Saggi POP – 2015, €15,00

Bruno Barba (Alessandria, 1961), laurea in Lettere Moderne, votazione 110/110 conseguita presso l’Università di Genova con una tesi su “Sincretismi religiosi afro-americani nello Stato di San Paolo, Brasile”, è ricercatore di Antropologia del Dipartimento di Scienze Sociali della stessa università. Da più di venticinque anni oltre il sincretismo religioso del Bradile studia il meticciato culturale. Una sua area di ricerca è anche lo sport, inteso come strumento di lettura della società con un occhio di riguardo al calcio, del quale è grande appassionato e al quale ha dedicato il brillante testo “No pais do futebol” – Effequ editore, 2014. Tra le sue pubblicazioni “Bahia, la Roma Negra di Jorge Amado – Le città Letterarie, Unicopli, Milano, 2004; Un antropologo nel pallone – Meltemi, Roma, 2007; Tutto è relativo. La prospettiva in Antropologia – Seid, Firenze, 2008; La voce degli déi, Il Brasile, il candomblé e la sua magia – Cisu, Roma, 2010; La XXXIII squadra – Effequ – Orbetello, 2010; Dio negro – Seid, Firenze, 2013; Rio – Odoya, 2015.

Gli scambi millenari ci hanno resi tutti meticci. Ce lo insegna Bruna Barba che, proponendoci questo libro/manifesto ci aiuta a leggere in modo nuovo il nostro passato e a interpretare il nostro presente, non seguendo rigidi schemi ma cercando piuttosto di comprendere la complessità del passato per rileggere la storia in chiave di movimenti. Per riflettere sul fatto che “noi siano ciò che l’altro non è”.
Ed è forte l’inicipit della prefazione con la confessione dell’Autore nel dire di non avere certezze in merito a fatti quali immigrazioni, integrazione, razzismo. “Non ho certezze e mi nutro di dubbi” scrive, ma subito dichiara che, grazie all’esperienza maturata negli anni di insegnamento, “l’importante non sono tanto le risposte quanto le domande”.
E merita essere citata, almeno in parte, la celebre parodia di Ralph Linton proposta agli studenti nella prima lezione di ogni anno accademico di Antropologia Culturale: Il cittadino americano medio si sveglia in un letto costruito secondo un modello che ebbe origine in Oriente. Scosta lenzula e coperte che possono essere di cotone, pianta originaria dell’India, o di lino, pianta originaria in Oriente o di lana di pecora, animale originariamente domesticato in Oriente, o di seta, il cui uso fu scoperto in Cina: tutti materiali filati e tessuti secondo procedimenti inventati in Oriente. Si infila mocassini inventati dagli indiani delle contrade boscose dell’Est e va in bagno, i cui accessori sono un misto di invenzioni europee e americane. Si leva il pigiama, indumento inventato in India e si lava con il sapone, inventato dalle antiche popolazioni galliche e si fa la barba, rito masochistico che sembra sia derivato dai sumeri e dagli antichi egiziani. Tornato in camera da letto prende i vestiti da una sedia il cui modello è stato eleborato nell’Europa meridionale e si veste. Indossa indumenti la cui forna derivò in origine dai vestiti di pelle dei nomadi delle steppe dell’Asia, si infila scarpe fatte di pelle tinta secondo un procedimento inventato nell’antico Egitto e tagliate secondo un modello derivato dalle civiltà classiche del Mediterraneo e si mette intorno al collo una striscia dai colori brillanti che è un vestigio sopravvissuto dagli scialli che tenevano sulle spalle i croati del diciassettesimo secolo (…) Profondo conoscitore del Brasile, il prof. Barba con quest’opera invita il Lettore ad addentrarsi, guardare, capire il meraviglioso mondo che ci accoglie. Perché il meticcio arriverà, anzi, è già tra noi: è dentro di noi.

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