Rebora: musicista di valore e patriota
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Redazione Ovadese  
10 Dicembre 2015
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Rebora: musicista di valore e patriota

Le istituzioni della città ricorda il compositore nato nel 1815: seppe farsi apprezzare tra i critici della sua epoca per tanti brani. "Una spinta a riprendere gli studi sulla sua opera"

Le istituzioni della città ricorda il compositore nato nel 1815: seppe farsi apprezzare tra i critici della sua epoca per tanti brani. "Una spinta a riprendere gli studi sulla sua opera"

OVADA – “Siamo abituati a pensare a Rebora solo come al compositore di qualche marcetta e al fondatore della Scuola di Musica. Ma non è così”. Un forte sentimento di patriottismo, capacità musicali che l’hanno saputo far apprezzare tra i critici nell’epoca di Giuseppe Verdi. E’ il ritratto di Antonio Rebora fuoriuscito dal concerto per celebrare i duecento anni della sua nascita presso la chiesa di San Domenico. Prima il soprano Lucia Scilipoti e il baritono Bruno Pestarino, accompagnati al piano da Patrizia Priarone, per quattro arie composte dal maestro, poi il quintetto dell’Orchestra Classica di Alessandria (Luciano Girardengo, Bartolomeo Angelillo, Marcello Iaconetti, Alessandro Buccini, Ferruccio Francia) per il cantico trionfale di Debora diretto dal maestro Andrea Oddone. “Rebora – spiega Claudio Palli, presidente dell’associazione Amici dell’Orchestra Classica e tra i principali promotori della serata – ha dato il meglio di se nella produzione di musica classica. Se da questa serata nascesse lo spunto per provare a riprendere gli studi sul suo contributo faremmo una cosa utile per tutti noi”. Mosse i primi passi con Giovanni Zelweger di San Gallo, proseguì gli studi a Torino con Giovanni Belloli. Tra i suoi lavori principali i libretti di “I corsari – La farsa nell’opera”, “Riccardo e Blondello” e “La battaglia di Monte Aperti”.
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