Pep: sale il prezzo per il riscatto della casa popolare
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Redazione Ovadese  
10 Dicembre 2015
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Pep: sale il prezzo per il riscatto della casa popolare

Aggiornate in consiglio comunale le stime dopo una sentenza che ha chiarito come quegli appartamenti non siano soggetti al libero mercato. L'aumento sarà almeno di 500 euro

Aggiornate in consiglio comunale le stime dopo una sentenza che ha chiarito come quegli appartamenti non siano soggetti al libero mercato. L'aumento sarà almeno di 500 euro

OVADA – Le prime operazioni s’era concretizzate a cavallo tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre scorsi. Sul totale di 282 appartamenti in edilizia popolare in quindici avevano aderito alla proposta del comune di Ovada di riscattare il diritto di superficie in modo da diventare proprietari a tutti gli effetti dell’immobile in cui hanno vissuto per anni. Poi l’operazione si è bruscamente interrotta. E l’altra sera in consiglio comunale è stata varata una piccola modifica la cui stesura è già costata tanti mesi di lavoro. “Nel frattempo – spiega l’assessore all’Urbanistica, Grazia Dipalma – una sentenza della Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che ha chiarito che  sussiste il vincolo del “prezzo massimo di cessione“ dell’immobile costruito in regime di edilizia agevolata non soltanto per il primo trasferimento ma anche per tutti quelli successivi al primo, salva la possibilità di rimuoverlo, trascorsi 5 anni dall’acquisto. Non è il caso chiaramente degli appartamenti in questione”.

Nel concreto sarà necessario aggiornare al rialzo, alla luce di queste nuove disposizioni, i calcoli già fatti. Ciò che è stato costruito nella cosiddetta area del Pep, tra via Firenze, via Venezia e in zona Nuova Costa, risale al periodo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio della decade successiva. Il ricavato delle prime cessioni era stato di poco superiore ai 65 mila euro, cifre molto diverse tra una e l’altra, quelle richiesta, che per ora vanno da un minimo di qualche centinaio d’euro a importi più significativi superiori ai 7 mila euro. “E’ una vicenda che si trascina da anni – conclude Dipalma – e volevamo entro la fine dell’anno arrivare a un punto fermo. Per questo abbiamo affrettato i tempi dopo l’ultima modifica, con un consiglio comunale infilato tra gli altri due già previsti a novembre e dicembre”.  L’iter era partito ancora nella scorsa legislatura e sarebbe dovuto arrivare al termine nella primavera 2014. Salvo che si è poi rivelata necessaria una nuova stima commissionata all’inizio di quest’anno.

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