Solidarietà: grazie al cinque per mille Ovada batte Novi 3 a 1
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
8 Dicembre 2015
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Solidarietà: grazie al cinque per mille Ovada batte Novi 3 a 1

In proporzione al numero degli abitanti, alle associazioni di volontariato gli ovadesi hanno donato con il “5 per mille” più del triplo di quanto fatto dai novesi. E la città dei due fiumi si impone anche in termini assoluti: alle onlus sono arrivati 55.500 euro, contro i 41 mila di Novi

In proporzione al numero degli abitanti, alle associazioni di volontariato gli ovadesi hanno donato con il ?5 per mille? più del triplo di quanto fatto dai novesi. E la città dei due fiumi si impone anche in termini assoluti: alle onlus sono arrivati 55.500 euro, contro i 41 mila di Novi

ALESSANDRIA – Ovada batte Novi 3 a 1 in fatto di solidarietà. In proporzione al numero degli abitanti, alle associazioni di volontariato gli ovadesi hanno donato con il “5 per mille” più del triplo di quanto fatto dai novesi. E la città dei due fiumi si impone anche in termini assoluti: alle onlus sono arrivati 55.500 euro, contro i 41 mila di Novi.
Sono i dati che emergono dall’ultimo provvedimento del ministero del Lavoro, che ha il compito di smistare le somme del 5 per mille destinate alle associazioni di volontariato (i fondi per le società sportive e quelli per gli enti culturali passano per altri ministeri).
In provincia, va da sé, la somma maggiore arriva dai cittadini di Alessandria (288 mila euro), poi da Casale Monferrato (167 mila euro). Casale detiene il record dei versamenti pro capite: 4,79 euro per ciascun abitante. Ovada è subito dietro, staccata per un solo centesimo: 4,78 euro.

Novi è in tutti i sensi il fanalino di coda: i 41 mila euro destinati alle associazioni di volontariato con il 5 per mille equivalgono ad appena 1,44 euro per residente. E la cifra, in realtà, sarebbe ancora minore: l’associazione novese che ha raccolto la cifra maggiore (10 mila euro) opera soprattutto a Milano, ed è dai lombardi che viene finanziata.
Va chiarito, però, che il 5 per mille non è “territoriale”: ogni contribuente può destinare la propria quota all’associazione che preferisce, a prescindere dalla località. Un alessandrino può quindi destinare la propria frazione di reddito all’associazione per la ricerca sul cancro che ha sede a Torino, così come può accadere che un romano finanzi una onlus novese.
Per essere più precisi, quindi, dovremmo dire che i novesi non amano donare il 5 per mille alle associazioni di volontariato della propria città.

Partiamo da Ovada, allora. Associazione Vela e Croce Verde sono le organizzazioni che raccolgono di più, rispettivamente 16.400 e 14.500 euro. Operano in ambito sanitario anche la fondazione “Come immaginare la gestione di una nuova oncologia” (5.400 euro) e l’associazione “Il tiretto” che si occupa di persone con problemi psichici (5 mila euro). Cifre che vanno da 2 mila ai 4.500 euro per la Setem Servizio Terzo Mondo, l’Accademia Urbense, l’associazione Vedrai e l’Anffas. Hanno ricevuto fondi anche l’Avulss e il gruppo di volontari antincendio boschivi.

A Novi Ligure – se si esclude la Mammadù Italia che è stata fondata da novesi e ha sede in città, ma opera nel milanese – la parte del leone la fa l’Arca, l’associazione che gestisce il canile: con i fondi del 5 per mille riceverà 9.500 euro. I fondi distribuiti dal ministero si riferiscono alle dichiarazioni dei redditi del 2013, ma solo in questi giorni sono stati pubblicati i dati e sono partiti i mandati di pagamento, dopo un lungo iter procedurale.
All’Anffas andranno quasi 5 mila euro; 4 mila saranno destinati all’associazione Iris per il volontariato in oncologia e 3.100 alla cooperativa Equazione, che si occupa di commercio solidale. Cifre minori per l’associazione dei donatori di sangue (2.300 euro), il Banco Alimentare (2 mila euro), l’associazione “I campionissimi” che fa attività con i bimbi autistici (1.100 euro) e il gruppo di Volontariato Vincenziano (1.000 euro).

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