Rifiuti: la rivoluzione in un bidone
Il piano industriale di Econet detta le modalità con le quali cambierà il metodo di occuparsi della nostra spazzatura. Ma l'incognita più grande è l'investimento iniziale
Il piano industriale di Econet detta le modalità con le quali cambierà il metodo di occuparsi della nostra spazzatura. Ma l'incognita più grande è l'investimento iniziale
OVADA – Quattro bidoncini in casa. O forse cinque; dipende dalla possibilità di accorpare vetro, plastica e alluminio. Carta, secco e umido gli altri. Ritiro del secco due volte la settimana, così come per la carta. Tre volte per umido e vetro. E’ l’ipotesi di massima contenuta nel “pre” piano industriale. Quello definitivo, commissionato dal Consorzio Servizi Rifiuti a Econet dovrebbe arrivare in questi giorni sulle scrivanie dei sindaci. Solo adesso si potrà ragionare di qualcosa di concreto e capire se il gioco vale la candela. Tradotto: l’operazione è necessaria nel rispetto dell’ambiente ma deve portare anche a un contenimento significativo del costo all’utente. Per questo è stata introdotta la tariffazione puntuale.“Il 60% della quota sarà fissa – spiega il sindaco Paolo Lantero – il resto varierà in base alla qualità della differenziata. Il costo potrà quasi essere limato in modo considerevole. Il porta a porta è una scelta obbligata. E’ l’unico sistema che alzi davvero la qualità della raccolta rifiuti”. C’è poi la grande questione dell’acquisto della quota privata di Econet, che richiama alla voce di un investimento iniziale per far partire l’operazione che è il vero scoglio: acquisto dei nuovi macchinari per gli addetti, dei cassonetti da distribuire ai cittadini. La nuova compagine dovrà essere in grado, come obiettivo minimo, di raggiungere l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata.
La polemica politica. “Per far partire un nuovo servizio rifiuti, che prevede il passaggio ad una raccolta differenziata spinta, occorre una fattiva collaborazione della cittadinanza, occorre far leva sul senso civico, questo implica la partecipazione attiva di tutti e questo si può ottenere solo condividendo il progetto. L’esatto contrario di quanto stanno facendo”. E’ molto critico Emilio Braini, consigliere del Movimento Cinque Stelle, su una delle partite che coinvolte un argomento tradizionale del movimento. “Il Consorzio Rifiuti è targato PD – prosegue – sono la maggioranza dei Sindaci, hanno il Presidente e nulla si muove che il PD non voglia. Una società pubblica che gestisca tutto il ciclo rifiuti vuol dire grande potere, trent’anni di clientelismo assicurato. Per trent’anni dovremo tenerci questo servizio, in barba allo sviluppo tecnologico, che vada bene o male, è inammissibile”.
“Se sentiva il bisogno di spiegazioni – la risposta diretta di Lantero – Braini poteva venirle a chiedere. In questa partita è coinvolta anche Acqui con l’Acquese e non mi risulta che l’area politica sia la stessa. L’affidamento è stato poi dato per vent’anni. In campagna elettorale sono stato chiaro sugli indirizzi. Quando avremo qualcosa di più concreto sarà il momento di iniziare a parlare con la gente”.