Acqui – Genova: crescono le preoccupazioni
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Redazione Ovadese  
8 Novembre 2015
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Acqui – Genova: crescono le preoccupazioni

Confermata l'ipotesi più sgradita: il diretto da Brignole diventerà un collegamento con tutte le fermate in partenza alle 17.13. Sparisce il collegamento delle 17.36. Non sarà anticipato l'ultimo treno delle 20.36

Confermata l'ipotesi più sgradita: il diretto da Brignole diventerà un collegamento con tutte le fermate in partenza alle 17.13. Sparisce il collegamento delle 17.36. Non sarà anticipato l'ultimo treno delle 20.36

OVADA – Sono più le notizie cattive di quelle buone per i pendolari della linea Acqui – Genova quelle che provengono dall’ultima riunione andata in scena l’altra giorno tra sul tema del nuovo orario in vigore dal 13 dicembre. Assenti i rappresentati dei Comuni della linea, presenti i rappresentanti degli utenti. Le novità, prima di tutto. I treni da Acqui Terme partiranno al minuto 17 di ogni ora. Il collegamento delle 20.36 da Brignole non sarà anticipato alle 20.13 come ipotizzato in una prima bozza dell’orario. Tutti i treni osserveranno il collegamento dalla città termale fino a Brignole. Le note meno liete: sono confermati il posticipo del diretto delle 17.04 da Brignole alle 17.13 con un collegamento che farà tutte le fermate. Sparisce il treno successivo delle 17.36. Viene introdotto un collegamento in partenza alle 11.13 da Brignole. “Ci sembra già incredibile – il commento di Fabio Ottonello, presidente del Comitato Trasporti Valli Orba e Stura – che l’orario sia presentato a ridosso dell’entrata in vigore. Oltre a questi cambiamenti c’è il rischio di un’ulteriore perdita di collegamento nei giorni festivi”.

 

Forte anche il disappunto del Comune di Ovada, ente finora tenuto ai margini così come gli altri comuni Piemontese. “Invieremo nei prossimi giorni – spiega il sindaco Paolo Lantero – una lettera agli assessori ai trasporti delle due Regioni. A quello ligure chiederemo di essere tenuti in considerazione per l’importanza e il numero di utenti delle nostre città. A quello piemontese chiederemo di farsi carico di parte dei costi del servizio in modo da limitare i disagi per gli utenti”. Molto fermo sul taglio dei diretto. “Viene – aggiunge – da un’esigenza di Trenitalia e già in passato era stato scongiurato. All’epoca, l’assessore ligure Enrico Vesco si era opposto fortemente”.   

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