Il dramma della guerra irachena per Testimone di Pace
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Redazione Ovadese  
6 Novembre 2015
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Il dramma della guerra irachena per Testimone di Pace

Per la decima edizione del premio il riconoscimento andrà a Anderious Gorguess Oraha, coadiuvante di giornalisti italiani, dal 2007 rifugiato politico. Consegna mercoledì 18 novembre allo Splendor

Per la decima edizione del premio il riconoscimento andrà a Anderious Gorguess Oraha, coadiuvante di giornalisti italiani, dal 2007 rifugiato politico. Consegna mercoledì 18 novembre allo Splendor

OVADA – Punta ancora sull’attualità il decimo premio “Testimone di Pace”, organizzato per il secondo anno consecutivo dall’associazione culturale “Uo’nderful” in collaborazione con il Comune di Ovada. La giuria – coordinata da Marino Sinibaldi e composta da Eleonora Barbieri Masini, Luigi Bettazzi, Tano D’Amico, Nando dalla Chiesa, Giovanni De Luna, Flavio Lotti, Giorgio Nebbia – ha deciso di assegnare il riconoscimento allo stringer iracheno Anderious Gorguess Oraha, che succederà al compianto don Walter Fiocchi nell’albo d’oro della manifestazione. La cerimonia di premiazione avverrà mercoledì 18 novembre alle ore 21 presso il Teatro Splendor di Ovada. Nell’occasione gli organizzatori consegneranno al vincitore un’opera d’arte realizzata dall’artista capriatese Alberto Boschi e un contributo in denaro di 3.000 euro. Oraha Anderious è stato ritenuto meritevole del riconoscimento per il lavoro effettuato nel corso degli anni in Iraq a fianco dei giornalisti italiani. Proprio per il suo lavoro – raccontato nell’autobiografia “Una storia irachena. Vita di uno stringer cristiano in Medio Oriente” – è stato costretto a lasciare la propria casa insieme alla moglie e ai suoi quattro figli perché minacciato dai mujaheddin. Dall’ottobre del 2007 è un rifugiato politico in attesa di ottenere la cittadinanza italiana.

Nel corso della serata sono previsti gli interventi del professor Paolo Brusasco, docente di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico presso la Scuola di Scienze Umanistiche dell’Università di Genova, Guido Ravera, attore e presidente della Compagnia Teatrale “A Bretti” di Ovada, Gabriella Simoni, giornalista ed inviata speciale di Mediaset e Martino Fausto Rizzotti, volontario in Iraq con l’ONG “Un ponte per…”. Spazio anche alla musica – con gli intermezzi della maestra Giulia Cacciavillani, flautista, e delle sue allieve Veronica Abbiati, Margherita Nervi, Matilde Piana della Scuola di Musica “A. Rebora” – e all’attualità, con la presentazione del lavoro svolto dai partecipanti al Campus Giornalistico “Roberto Morrione”. L’evento vanta il supporto dell’Associazione Articolo 21 e della trasmissione radiofonica Fahrenheit (RAI Radio 3) e di Libera, mentre per il secondo anno consecutivo non sarà presente il Centro Pace “Rachel Corrie”. “Sentiamo la loro mancanza nell’organizzazione del premio” dice l’assessore alla Cultura, Roberta Pareto. 

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