Cassa integrazione: in provincia il calo è più elevato della media piemontese
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
5 Novembre 2015
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Cassa integrazione: in provincia il calo è più elevato della media piemontese

Nel secondo trimestre 2015 -20% rispetto allo stesso trimestre dell'anno scorso. La diminuzione è stata determinata da un calo complessivo delle ore autorizzate di cassa integrazione, soprattutto straordinaria e ordinaria

Nel secondo trimestre 2015 -20% rispetto allo stesso trimestre dell'anno scorso. La diminuzione è stata determinata da un calo complessivo delle ore autorizzate di cassa integrazione, soprattutto straordinaria e ordinaria

PROVINCIA – Il totale delle ore autorizzate di cassa integrazione in provincia nel secondo trimestre 2015, pari a 1.992.948 ore, segna -20% rispetto allo stesso trimestre del 2014, per un totale di 503.010 ore in meno. Il calo percentuale è più elevato di quello piemontese (-11%) e vicino a quello nazionale (-23%). La diminuzione è stata determinata da un calo complessivo delle ore autorizzate di cassa integrazione, soprattutto straordinaria (-28%) e ordinaria (-16%). I dati sono il risultato dell’analisi a cura dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Alessandria.

Un’analisi su un arco di tempo più ampio, dal 2013 al 2015, e sempre con riferimento al secondo trimestre dell’anno, evidenzia una decisa tendenza alla diminuzione del totale ore di cassa, determinato dalla flessione delle ore di cassa ordinaria e in deroga, con un andamento altalenante della cassa straordinaria. “La cassa integrazione diminuisce, e questo segnale, unitamente ai dati in rialzo sulla consistenza delle imprese, sulla produzione industriale e soprattutto sull’export, inizia a disegnare un quadro che tende alla ripresa – commenta il presidente della Camera di Commercio di Alessandria Gian Paolo Coscia – Come mia abitudine, mi piace unire entusiasmo a senso di realtà, per cui parlo di ripresa con cautela, perché i segnali positivi dovranno emergere con continuità in un periodo di tempo consistente, e questo lo vedremo, anche se occorrerà tenere conto della recente revisione delle regole sugli ammortizzatori sociali, che potrebbe rendere non facile una comparazione con il passato. Non posso però negare la vitalità che emana dai dati economici: i nostri imprenditori rialzano la testa. Spetta ora al sistema delle Camere di Commercio continuare a supportarli sulla buona strada intrapresa, come fa da sempre e come, pur in una fase di impegnativa transizione a realtà funzionalmente aggiornate, non ha mai smesso di fare”.

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