“Vino e tartufi”: week end tra gusti e convegni
La manifestazione ideata dalla Pro Loco cambia la sua forma originale. Accanto all'esposizione e alle degustazioni della domenica una serie di incontri previsti al sabato organizzati dall'Enoteca Regionale
La manifestazione ideata dalla Pro Loco cambia la sua forma originale. Accanto all'esposizione e alle degustazioni della domenica una serie di incontri previsti al sabato organizzati dall'Enoteca Regionale
OVADA – Si sposta e raddoppia “Vino e Tartufi”, la manifestazione della Pro Loco di Ovada giunta alla sesta edizione. Quest’anno si terrà domenica 15 novembre, la terza del mese. E sarà inserita nel quadro della due giorni organizzata con l’Enoteca Regionale. “Noi – spiega il presidente della Pro Loco, Tonino Rasore – abbiamo pensato alla parte più popolare con il mercato vero e proprio in programma alla Loggia di San Sebastiano e gli stand dei produttori negli angoli e nei portici del centro storico. La vera novità sarà il premio al miglior tartufo dell’Ovadese. La giuria si esprimerà non solo in base al peso ma anche alle caratteristiche del tubero”. Le iniziative del giorno prima saranno curate dall’Enoteca. Dalle 10.00 protagonisti i vini che saranno commercializzati nel 2016 con la partecipazione di critici, giornalisti e tecnici del settore. Nel pomeriggio si partirà alle 14.30 con un corso aperto a operatori del settore ma anche a appassionati dal titolo “Riconoscimento sensoriale dei difetti dei vini” tenuto da Giuliano Bono di Vinidea. “Sarà una degustazione guidata – spiega Stefano Ferrando, vice presidente dell’Enoteca – di 32 vini. Un’occasione importante per la zona d’avere un esperto sul tema. Ci sono venticinque posti, il costo è stato contenuto in 50 euro grazie a un contributo dell’ente”. A seguire un confronto su vini e tartufi con tre relatori: Carlo Bidone, direttore del Consorzio Eccellenze di Langhe, Roero e Monferrato, Alessandro Germani e Gianni Fabrizio del Gambero Rosso. A chiudere una degustazione orizzontale di Dolcetto di Ovada 2007. “L’intento – spiega Fabio Contini, produttore e membro del cda dell’Enoteca – è quello di trasmettere quanto il nostro vino sia propenso all’invecchiamento”.