Piazza Garibaldi: rebus insoluto
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Redazione Ovadese  
29 Ottobre 2015
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Piazza Garibaldi: rebus insoluto

La seconda area per importanza del centro storico è da anni in condizioni indecorose. Il restyling previsto nel piano dei lavori fino al 2013 è sparito. Per reperire le risorse si punta ai bandi regionali

La seconda area per importanza del centro storico è da anni in condizioni indecorose. Il restyling previsto nel piano dei lavori fino al 2013 è sparito. Per reperire le risorse si punta ai bandi regionali

OVADA – La strada maestra è quella del bando regionale sulle aree mercatali che, secondo chi è ben informato, dovrebbe uscire tra la fine dell’anno in corso e l’inizio del prossimo. Il problema: dare a piazza Garibaldi, seconda area per importanza del centro storico, un aspetto più consono a una città che vuole rilanciarsi anche dal punto di vista turistico. L’obiettivo: intercettare risorse spendibili perché quelle del comune sono poche e comunque soggette ai vincoli sulla spesa imposti da Roma “La scorsa primavera abbiamo verificato – spiega il vice sindaco, Giacomo Pastorino – la possibilità di intervenire ottenendo un finanziamento dalla Regione nell’ambito dei piani di qualificazione urbana. L’ipotesi si è però rivelata difficile da concretizzare per la scarsa densità di attività commerciali. Il nostro intento è quello di capire come sarà costruito il bando e essere pronti in quel momento”.

Ci cammini un lunedì mattina quando le auto parcheggiate, o le bancarelle del mercato, non coprono il manto d’asfalto e davvero il colpo d’occhio non sembra quello del salotto buono di una città che punta a valorizzarsi a fini turistici. E d’altronde il tentativo di metterci mano era stato fatto fino al 2013, quando il restyling era stato inserito all’interno del piano triennale dei lavori pubblici; poi più nulla, in ossequio a esigenze diverse valutate come prioritarie. Costo stimato all’epoca 500 mila euro, che date le condizioni di piazza Garibaldi, sembrano pur pochi. Rughe profonde, rigonfiamenti generati da successi rattoppi a freddo, logorio e buche. Il progetto di riordino pensato a Palazzo Delfino, ma accantonato a gennaio 2013, prevedeva lo spostamento dei circa 30 posti auto dai lati della piazza a una fila centrale, lasciando intorno le corsie di scorrimento: le esigenze degli ambulanti del mercato bisettimanale ebbero la meglio. Anche oggi

è un rebus difficile quello da comporre. 

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