Finale di stagione per Castelli Aperti
Il castello di Pozzolo Formigaro
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25 Ottobre 2015
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Finale di stagione per Castelli Aperti

Domenica 25 ottobre è l'ultima occasione dell'anno per la rassegna. Saranno visitabili i castelli di Pozzolo Formigaro, Camino, Uviglie, Orsara Bormida, Trisobbio, Casale Monferrato, il Museo Civico Archeologico e Villa Ottolenghi ad Acqui Terme, la Gipsoteca di Bistagno e il Museo La Torre e il Fiume di Masio

Domenica 25 ottobre è l'ultima occasione dell'anno per la rassegna. Saranno visitabili i castelli di Pozzolo Formigaro, Camino, Uviglie, Orsara Bormida, Trisobbio, Casale Monferrato, il Museo Civico Archeologico e Villa Ottolenghi ad Acqui Terme, la Gipsoteca di Bistagno e il Museo La Torre e il Fiume di Masio

PROVINCIA – Il 25 ottobre è l’ultima domenica in cui si potranno visitare alcune delle strutture aderenti alla rassegna Castelli Aperti. In provincia saranno aperti:

  • Castello di Pozzolo Formigaro: dalle 15 alle 18.30, visite guidate
  • Castello di Camino: dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30)
  • Castello di Uviglie: domenica orario unico ore 10.30
  • Castello di Orsara Bormida: dalle 15.30 alle 18.30
  • Castello di Trisobbio: dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18
  • Museo Civico e Archeologico di Acqui Terme: dalle 11 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 17.30
  • Villa Ottolenghi ad Acqui Terme: ore 15
  • Gipsoteca Giulio Monteverde a Bistagno: dalle 10.30 alle 12.30 (con ultima entrata alle 11.30) dalle 15 alle 18 (con ultima entrata alle 17)
  • Studio e Museo Didattico del pittore Pellizza a Volpedo: dalle 15 alle 17
  • Museo La Torre e il Fiume di Masio: dalle 14.30 alle 18.30
  • Castello di Casale Monferrato: dalle 10 alle 19

A Pozzolo Formigaro si visitano le principali sale del castello, oggi adibito a Municipio. Nella sala consiliare si conservano cinque fucili ad avancarica della Guardia Nazionale (1848) e gli affreschi di Franceschino Boxilio e scuola (Madonna con Bambino, Santa Lucia, San Biagio, San Francesco), del secolo XV, strappati dalla Chiesa di Nostra Signora delle Ghiare. Il salone di rappresentanza custodisce una suggestiva Natività del ‘700; un ritratto del canonico Bottazzi, opera di Tirso Capitini; un ritratto del Marchese Morando, uno di gentiluomo e uno di gentildonna; un grande medaglione con fotografia di G.B.Oddini.

A Camino la visita guidata alle sale del Castello segue il percorso delle varie epoche. Dopo un riassunto delle vicende storiche e delle leggende legate al castello si passa a visitare tutto l’interno, con spiegazioni di tipo artistico, architettonico e storico. Alla fine si può visitare il Parco Storico che fa parte del Parco Naturalistico del Po.

Il Castello di Uviglie a Rosignano Monferrato, tipica dimora nobile di villeggiatura, offre ampi saloni affrescati che si affacciano sul giardino pensile interno all’italiana. Situate al di sotto dei saloni dell’ala nobile del Castello, le grandiose cantine storiche conservano una collezione privata di bottiglie, insieme ad antiche botti e una serie di strumenti del “mastro bottaio”. Il Castello, immerso nel verde del suo parco all’inglese, giardino storico di interesse botanico per la Regione Piemonte con essenze tipiche del nostro clima e provenienti anche da Asia e America, ospita la cappella di Sant’Eusebio, cripta dei Conti Pico Gonzaga e offre ampie vedute panoramiche sul territorio circostante.  Visitabili anche le nuove cantine che perpetuano una tradizione vitivinicola ininterrotta, risalente al 1491.

A Orsara Bormida la visita parte dall’ingresso del castello e conduce i visitatori con una breve passeggiata nello storico parco, punto ideale per ammirare le colline del Monferrato. Si circumnaviga l’esterno del maniero per osservare la sua architettura. Si arriva all’interno del castello: ingresso e corridoio, due salottini barocchi, sala del biliardo al piano terra; salendo le scenografiche sale, al secondo piano, si trovano la ricca biblioteca di testi storici e militari e la camera da letto dell’ultima proprietaria.

A Trisobbio è visitabile la torre del Castello.

Al Museo Civico di Acqui Terme il nuovo allestimento consente al visitatore di percorrere un itinerario storico dalla preistoria al Medioevo. Le prime sale sono dedicate alla preistoria e alla protostoria, mentre nella successiva sezione romana sono raccolti reperti provenienti da impianti monumentali e residenziali della città, raffinati corredi delle necropoli urbane, sculture e stele funerarie. La sala principale ricorda la vocazione termale e curativa della città di Acqui, presentando la ricostruzione dell’antica fontana della Bollente. Chiude l’esposizione la sezione dedicata al periodo tardo-antico e medievale.

La visita completa di Villa Ottolenghi ad Acqui Terme comprende il parco, gli studi degli artisti, dove è allestita la sala degustazione, le cantine, le piscine interne e si conclude con una passeggiata fra le vigne per giungere al Tempio di Herta, capolavoro dell’architettura moderna.

La Gipsoteca di Bistagno occupa sette sale al primo piano di Palazzo Leale, edificio costruito a fine Ottocento per ospitare le scuole locali. L’allestimento museale risale al 2001 e ripercorre in termini cronologici e tematici le tappe salienti dell’attività artistica dello scultore, nato a Bistagno nel 1837.

Lungo via Rosano a Volpedo il retro di casa Pellizza guarda su una roggia, e il blocco articolato della costruzione termina con un grande nucleo parallelepipedo che costituisce lo studio di Giuseppe Pellizza, l’atelier nel quale egli dipingeva, si esercitava e studiava, avendo di fronte i prati e la campagna. Esso fu fatto costruire dal pittore a partire dal 1889 e fu successivamente ampliato fino ad assumere, nel 1896, l’attuale veste con l’ampio lucernario zenitale; è stato donato dalle due figlie di Pellizza al comune di Volpedo nel 1966 e l’aspetto che ha ora è dovuto ad un restauro che lo ha riportato alle condizioni originarie tra 1986 e 1994, anno della sua apertura al pubblico.
Una volta entrati, si resta colpiti dall’ampiezza del locale. I lavori di restauro hanno riportato le pareti alla colorazione data da Pellizza al suo atelier, togliendo gli strati sovrapposti di colori e ritrovando la tonalità scura ma calda di un terra di Siena tendente al bruno, una tonalità intensa, come era consuetudine nella maggior parte degli atelier ottocenteschi. Al termine delle pareti Pellizza stesso dipinse una fascia architettonica, costruendo con efficace modellato prospettico l’illusione di una cornice con modanature in rilievo, giocando sul monocromo con grande sapienza.

A seguito dei restauri interni terminati nel 2013, è stato allestito il museo La Torre ed il Fiume, un affascinate percorso in verticale che narra la storia della torre di Masio e delle torri del territorio (la costruzione, la vita nella torre, la difesa, l’assedio), costruzioni nate come simbolo del potere dei comuni in epoca medievale e diventate elemento caratterizzante del paesaggio in età moderna. Il percorso museale prosegue rinnovando il forte legame con il Tanaro, che domina il paesaggio masiese, per terminare con l’uscita sulla cima della torre ed ammirare il fiume e le colline del Monferrato e la pianura alessandrina.

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