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Redazione Ovadese  
16 Ottobre 2015
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Acqui – Genova: l’orario invernale desta preoccupazioni

In una riunione di ieri tra la Regione e i comuni liguri della tratta si è parlato di treni ogni ora al minuto 37 da Acqui e al minuto 13 per il ritorno. Incerta la sorte del diretto

In una riunione di ieri tra la Regione e i comuni liguri della tratta si è parlato di treni ogni ora al minuto 37 da Acqui e al minuto 13 per il ritorno. Incerta la sorte del diretto

OVADA – Non c’è ancora un dettaglio di come i treni saranno cadenzati sull’Acqui  – Genova con l’entrata in vigore dell’orario invernale prevista per il 3 dicembre prossimo. E’ il dettaglio emerso ieri dopo la riunione che ha visto protagonisti in Regione Liguria, l’assessore ai Trasporti Giovanni Berrino e i rappresentanti degli amministratori dei comuni interessati dal passaggio dell’Acqui – Genova Regione. “Non c’è – spiega Fabio Ottonello, responsabile del Bilancio per il Comune di Masone ma anche presidente dell’Associazione di tutela dei diritti dei pendolari – un’indicazione. L’unica cosa che ci è stata consegnata è un foglio dal quale si capisce che da Acqui partirà un treno ogni ora al minuto 37 e da Genova ogni ora al minuto 13. Però il totale dei collegamenti è tredici, quindi qualcosa non torna. Abbiamo chiesto una riconvocazione della riunione nel momento in cui si potrà ragionare su qualcosa di concreto”. La preoccupazione principale è per le sorti del diretto delle 17.00. “Non si capisce – prosegue Ottonello – Certo per gli utenti sarebbe un bel problema dovervi rinunciare”.

L’analisi completa sulle criticità della linea era stata inoltrata all’assessore proprio dall’associazione dei pendolari con una lunga lettera. “I tempi di percorrenza – si legge nel testo – si aggirano sull’ora e mezza per 58km a una media inferiore ai 40km/h. La rete risente ancora degli effetti dell’imponente frana staccatasi presso la stazione di Mele nell’ottobre del 2000. Rappresentiamo la sola linea che a causa dei futuri lavori al nodo di Genova Sampierdarena subirà un’interruzione parziale o totale della circolazione. E a causa dei continui rinvii, conviviamo con questa incertezza da quasi cinque anni”. “Doveva essere – conclude Ottonello – un modo per iniziare a dialogare dato che l’associazione non era stata convocata. In vista della scadenza del contratto è giusto aprire un confronto. In particolare sull’utilizzo delle risorse derivanti dalle penali applicate all’azienda. Più che bonus agli utenti dovrebbero essere utilizzati per interventi di potenziamento. E in particolar modo sulle tratte dove queste penalità vengono effettivamente accumulate”. 

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