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Loggia: in mostra momenti di vita durante la guerra
Ci sono le lettere scambiate fra chi era al fronte e chi rimaneva a casa. Ma anche uno spaccato di com'era la vita in quegli anni molto duri. Con un pensiero a chi è stato obbligato a combattere
Ci sono le lettere scambiate fra chi era al fronte e chi rimaneva a casa. Ma anche uno spaccato di com'era la vita in quegli anni molto duri. Con un pensiero a chi è stato obbligato a combattere
OVADA – C’è la guerra. Ma anche la vita. Il tutto raccolto tra i cimeli che le famiglie ovadesi hanno conservato e messo a disposizione della collettività. Ha aperto i battenti due giorni fa la mostra “L’Ovadese e la grande guerra”, curata dall’Accademia Urbense nel quadro delle iniziative per il centesimo anniversario dell’ingresso del nostro Paese nel primo conflitto mondiale. “Non conoscevo – racconta il presidente dell’ente culturale, l’ingegner Alessandro Laguzzi – tutte le persone che hanno aderito al nostro appello. Ogni oggetto però riporta una testimonianza. Non solo momenti del fronte, ma anche spaccati di quel che succedeva dalle nostre parti, in attesa del ritorno dei cari. Il quadro che ne emerge è però di una durezza sconcertante. I soldati erano numeri. Se ti arrendevi perdevi anche il diritto a un trattamento umano”. “Mio nonno – s’è lasciata andare a un ricordo personale l’assessore alla Cultura, Roberta Pareto – non parlava mai degli anni di guerra. Pensare che un uomo mite come lui sia stato costretto a combattere è inconcepibile”. Tra le teche della Loggia lettere, fotografie, diari, divise, armi, giornali dell’epoca: pezzi di vita e di storia che si potranno scoprire gratuitamente al giovedì dalle 16,30 alle 19 e al sabato e alla domenica dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 19. E le 169 targhette con i nomi dei caduti che i giovani del Lions Club hanno restaurato.