Ospedale: “L’Asl lavora per reintrodurre la chirurgia”
Nel consiglio comunale aperto il sindaco Paolo Lantero ribadisce le richieste della città in tema di sanità. Domenico Ravetti: "Ci tremano le vene ai polsi, stiamo cercando di salvare la sanità pubblica in Piemonte"
Nel consiglio comunale aperto il sindaco Paolo Lantero ribadisce le richieste della città in tema di sanità. Domenico Ravetti: "Ci tremano le vene ai polsi, stiamo cercando di salvare la sanità pubblica in Piemonte"
OVADA – “Ho ricevuto rassicurazioni dalla dirigenza Asl che si sta lavorando per rintrodurre un servizio di day surgery presso il nostro ospedale”. L’affermazione arriva dal sindaco Paolo Lantero nel corso del consiglio comunale aperto, convocato per discutere delle prospettive della sanità, in cui ha riportato il contenuto di una telefonata con l’attuale direttore generale Gilberto Gentili. “Le nostre richiesta sono chiare – ha aggiunto – Oltre alla piccola chirurgia, gli ambulatori di chirurgia, urologia e ortopedia, un reparto di medicina specificamente indirizzato all’attività oncologica, il tentativo, quando possibile, di ricoverare in loco i nostro cittadini. Il documento è stato messo nero su bianco e inviato in Regione lo scorso 18 settembre. Tutto questo non sarebbe possibile senza il riconoscimento di ospedale d’area disagiata che andrebbe esteso a tutto il distretto. Per questo i sindaci dell’Ovadese hanno votato contro alla ridefinizione della geografia dei distretti”. Se ne parlerà il prossimo 19 di ottobre, quando i sindaci dell’Asl alessandrina saranno convocati a Torino dall’assessore Saitta.“Il momento per la sanità in Piemonte – è intervenuto il presidente della commissione regionale sulla materia, Domenico Ravetti – è molto difficile. Siamo l’unica regione del nord sottoposta a piano di rientro. L’imperativo è uscirne per confermare i 7,8 miliardi di trasferimenti dal fondo nazionale e poter ricominciare a investire. Stiamo cercando di salvare la sanità pubblica con vincoli come spesa per farmaci e stipendi che non sono opinioni. E il principio della sostenibilità è venuto meno per troppi anni”. “Noi – è intervenuto il presidente dell’Osservatorio Attivo, Padre Ugo Barani – siamo sempre stati in prima fila per il bene dei cittadini. Quando fu varato il Punto di Primo Intervento raccogliemmo 11 mila firme per un ricorso al Tar finanziato coi soldi della gente. La risposta fu negativa con una sentenza strana che confermava il nostro diritto, ma al tempo stesso lo negava per la situazione della Regione sottoposta a piano di rientro”. Le opposizioni, compatte, hanno rivendicato la paternità sulla richiesta di convocazione del consiglio. “Troppo spesso – è intervenuto Mauro Rasore, consigliere di “Essere Ovada” e medico di famiglia – gli ambulatori si trasformano in uffici amministrativi. E così si perde il concetto essenziale che è guardare alla persona. Da medico ho giurato di curare i pazienti, non di far risparmiare la regione. Anche perché risparmiare in sanità è difficile. Al massimo è possibile tagliare gli sprechi”.