Saamo: il futuro è sempre incerto
Home
Redazione Ovadese  
22 Settembre 2015
ore
00:00 Logo Newsguard

Saamo: il futuro è sempre incerto

A breve è fissata la ricognizione di bilancio dopo un ulteriore taglio di 8 mila chilometri. "Contenere il passivo - spiega il consigliere Franco Piana il cui ruolo è scaduto due mesi fa - sarà già un successo"

A breve è fissata la ricognizione di bilancio dopo un ulteriore taglio di 8 mila chilometri. "Contenere il passivo - spiega il consigliere Franco Piana il cui ruolo è scaduto due mesi fa - sarà già un successo"

OVADA – Tagli al trasporto pubblico per altri 8 mila chilometri. Un ruolo che nell’ultimo periodo si è trasformato, da azienda di trasporto tra comuni e realtà attiva nel settore del noleggio. Un passivo inchiodato sui 50 mila euro, un amministratore unico il cui ruolo è scaduto ma che non viene rimpiazzato in attesa di nuovi sviluppi. E’ lo scenario complicato attorno a Saamo, l’azienda dei bus di proprietà dei sedici comuni dell’Ovadese che vive uno dei momenti più critici di sempre. “Se alla scadenza per la ricognizione di bilancio – spiega Franco Piana, da anni presidente dell’azienda – potremo contenere il deficit sarà già una bella notizia”. Meno chilometri significa meno risorse con un ulteriore taglio di 14 mila euro. A questo va aggiunto il mancato assegnamento, per il secondo anno consecutivo, del servizio di trasporto scolastico che vale 45 mila euro. Dietro questo scenario un quadro ben più complesso che coinvolge le strategie che la regione vorrà avviare per il trasporto pubblico. Il contratto attuale scade nel 2016. Lo scorso giugno è stata varata la nuova agenzia per la mobilità piemontese che avrebbe dovuto rappresentare un volano verso la razionalizzazione e che invece si sta rivelando un tremendo boomerang tra sabbie mobili burocratiche e mancato passaggio dai comuni dei contratti.

“I risparmi – aggiunge Piana – si possono ottenere semplicemente eliminando i doppioni. Ha senso avere un’azienda che sconfida dall’Alessandrino sulle nostre strade? Hanno senso due linee per Acqui?. Poi abbiamo territori scoperti. E’ vero che sono linee in perdita, ma hanno un’importanza sociale”. Per far fronte c’è il settore del noleggio che nel 2014 ha segnato 210 mila euro di fatturato. Lo spauracchio è la scadenza del 2017 entro il quale l’azienda dovrà tornare in attivo. Ma per quel periodo probabilmente le strategie saranno cambiate. 

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione