La Resilienza italiana fa tappa all’abbazia di San Remigio
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Redazione - redazione@ilnovese.info  
26 Agosto 2015
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La Resilienza italiana fa tappa all’abbazia di San Remigio

Luogo di incontro e di passaggio di genti, merci e idee, il Piemonte del Sud si è sempre rivelato crocevia di culture. Ed è proprio da questo presupposto che nasce la prima edizione di “Si Sale – Festival della resilienza”: a Parodi Ligure un concerto, una mostra e un viaggio alla riscoperta di antichi sapori.

Luogo di incontro e di passaggio di genti, merci e idee, il Piemonte del Sud si è sempre rivelato crocevia di culture. Ed è proprio da questo presupposto che nasce la prima edizione di ?Si Sale ? Festival della resilienza?: a Parodi Ligure un concerto, una mostra e un viaggio alla riscoperta di antichi sapori.

PARODI LIGURE – Luogo di incontro e di passaggio di genti, merci e idee, il Piemonte del Sud, fin dal più lontano passato si è rivelato crocevia di culture. Ed è proprio da questo presupposto e dalla peculiarità di questi luoghi, alla loro storia e tradizione, che nasce la prima edizione di “Si Sale – Festival della resilienza”, rassegna ideata dalle associazioni Hiroshima Mon Amour e Cooperativa Biancaneve, Due sotto l’ombrello e Movimento di Resilienza italiana, con l’obiettivo di evidenziare la bellezza di un territorio e la sua vocazione culturale nelle sue più diverse specificità: nel festival infatti convivono arti visive, musica, cinema e poesia.

Domani, giovedì 27 agosto, il festival farà tappa nella suggestiva e restaurata Abbazia di San Remigio (a Parodi Ligure), dove, dopo il tour nei boschi alla scoperta di erbe di campo utilizzate nella cucina tradizionale, a cura della chef Anna Rivera [nella foto] della Condotta Slow Food, alle 18.30 viene inaugurata la collettiva di giovani artisti europei curata dalla Galleria IAGA di Cluj Napoca (Romania), chiamata dal Movimento di Resilienza Italiana a far conoscere l’importante scuola di pittura di Cluj e a dimostrare il valore culturale del popolo romeno, molto presente sul territorio gaviese e ovadese (15/20% della popolazione).

Alle 21.30, sempre nell’Abbazia, avrà luogo il concerto di Bellanöva [nella foto in home page], formazione che propone il repertorio dei suonatori delle Quattro Province in una nuova veste: violino e violoncello incontrano il piffero e la fisarmonica di Stefano Valla e Daniele Scurati negli arrangiamenti curati da Marcello Fera. È così che la scrittura colta incontra la tradizione popolare orale in un repertorio che è autentico melange di sonorità dell’Appennino, della pianura e del mare.

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