Fisco, “in arrivo una riforma improntata alla semplificazione”
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
29 Giugno 2015
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Fisco, “in arrivo una riforma improntata alla semplificazione”

Tra il 2016 e il 2017 gli italiani diranno addio a Tari, Tasi e Imu. Di sicuro non le rimpiangeranno. A sostituirle, arriverà però la Local Tax. Nel complesso, non si pagherà di meno, ma se non altro sarà tutto più semplice. Parola di Enrico Morando, il viceministro all’Economia che è stato ospite di un convegno a Tagliolo Monferrato.

Tra il 2016 e il 2017 gli italiani diranno addio a Tari, Tasi e Imu. Di sicuro non le rimpiangeranno. A sostituirle, arriverà però la Local Tax. Nel complesso, non si pagherà di meno, ma se non altro sarà tutto più semplice. Parola di Enrico Morando, il viceministro all?Economia che è stato ospite di un convegno a Tagliolo Monferrato.

ECONOMIA – Sarà una riforma tutta improntata alla semplificazione. Tra il 2016 e il 2017 gli italiani diranno addio a Tari, Tasi e Imu. Di sicuro non le rimpiangeranno. A sostituirle, arriverà però la Local Tax. Nel complesso, non si pagherà di meno, ma se non altro sarà tutto più semplice. Parola di Enrico Morando, il viceministro all’Economia che la scorsa settimana è stato ospite di un convegno organizzato a Tagliolo Monferrato da Mario Esposito, segretario del Partito Democratico dell’ovadese.
Prima novità: sparirà l’addizionale Irpef comunale. Seconda novità: tutto il gettito della nuova tassa sugli immobili (compresi quelli di categoria D) finirà nelle casse dei Comuni. Terza novità: basta alla moltiplicazione dei balzelli; i cittadini saranno chiamati a pagare solo la Local Tax, con un bollettino precompilato che il Comune dovrà inviare a casa. “Pagare le tasse già non è piacevole – ha detto il viceministro Morando – Almeno che sia più facile”.

Più semplice, ma non meno caro

Sulla riduzione delle tasse non dobbiamo però farci troppe illusioni: “L’importo incamerato dai Comuni con l’addizionale Irpef è sostanzialmente identico a quello dell’Imu sugli immobili di categoria D. L’operazione di introduzione della Local Tax sarà quindi a saldo zero per i rapporti tra Stato ed enti locali”, ha detto Morando. Si tratterà dunque di una operazione di semplificazione e non di riduzione della pressione fiscale sugli immobili.
“In questo modo, inoltre, i Comuni avranno sotto controllo i propri bilanci e potranno organizzare la spesa in maniera più efficiente rispetto a quanto fatto finora”, ha commentato Morando. E a quel punto non servirebbe nemmeno più il patto di stabilità interno perché ogni ente locale potrebbe gestire con maggiore autonomia le tasse raccolte.

Un meccanismo da ottimizzare
Qualche problema però c’è. “A livello nazionale i conti tornano – ha spiegato il viceministro – Man mano che si scende di livello, però, saltano fuori gli inghippi. Il saldo dell’addizionale Irpef comunale coincide con quello dell’Imu sugli immobili di categoria D. Ma questo è vero solo sul piano nazionale. Per i singoli Comuni, non è detto che questo si verifichi. Dunque dovremo studiare dei meccanismi compensativi”.

Allentato il patto di stabilità
Intanto, per il 2015, “il governo ha mantenuto un impegno importante con i sindaci: la riduzione dell’obiettivo del Patto di Stabilità 2015 con una riduzione media del 40-50 per cento rispetto a quello del 2014”. A renderlo noto è il senatore ovadese Federico Fornaro, componente della commissione Bilancio per il Partito Democratico.

“Un allentamento generalizzato dei vincoli finanziari consentirà di attivare investimenti nei Comuni con bilanci sani e contribuire così alla ripresa delle economie locali. Una decisione molto attesa dagli amministratori locali e che rappresenta un passo nella giusta direzione del completo superamento del patto di stabilità per i comuni sopra i 15 mila abitanti a partire dal 2016”, chiarisce Fornaro.
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