Turismo: dati con il segno meno, ma Novi e Ovada sono in controtendenza
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
25 Maggio 2015
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Turismo: dati con il segno meno, ma Novi e Ovada sono in controtendenza

Il settore turistico in provincia di Alessandria nel corso del 2014 ha fatto registrare il segno meno, ma Novi e Ovada sono in controtendenza. Rispetto al 2013, la nostra provincia ha perso il 2,1 per cento degli “arrivi” (il numero di turisti) e il 4,1 per cento della “presenze” (il numero di notti passate in albergo o nelle altre strutture ricettive)

Il settore turistico in provincia di Alessandria nel corso del 2014 ha fatto registrare il segno meno, ma Novi e Ovada sono in controtendenza. Rispetto al 2013, la nostra provincia ha perso il 2,1 per cento degli “arrivi” (il numero di turisti) e il 4,1 per cento della “presenze” (il numero di notti passate in albergo o nelle altre strutture ricettive)

ECONOMIA – Il settore turistico in provincia di Alessandria nel corso del 2014 ha fatto registrare il segno meno, ma Novi e Ovada sono in controtendenza. Rispetto al 2013, la nostra provincia ha perso il 2,1 per cento degli “arrivi” (il numero di turisti) e il 4,1 per cento della “presenze” (il numero di notti passate in albergo o nelle altre strutture ricettive). A trascinare gli indicatori verso il basso è stata la performance negativa di un po’ tutti i territori: a Valenza e Tortona è andato in scena un vero e proprio tracollo (10 mila presenze in meno nella città dell’oro, 17 mila in meno nel tortonese), ma anche Alessandria e Acqui hanno perso circa 5 mila presenze ciascuna.

Doppio segno più per Novi
La zona di Novi Ligure ha chiuso il bilancio turistico del 2014 con un doppio segno più. Gli arrivi sono stati 1.700 in più, con un incremento pari al 3,6 per cento rispetto al 2013. Le presenze sono addirittura aumentate dell’11,4 per cento, pari a 11.170 notti in più passate nelle strutture ricettive del novese. In termini assoluti, parliamo di 49 mila turisti che nel corso dello scorso anno sono transitati per la città di Novi, per un totale di 109 mila notti.

Cresce il turismo leisure
Il sistema di registrazione degli arrivi non distingue tra i turisti veri e propri (settore leisure, in termini tecnici) e le persone che invece viaggiano per lavoro (business). È solo possibile effettuare delle stime. Secondo Sergio Guglielmero, presidente della agenzia di promozione turistica Alexala, la flessione degli arrivi avrebbe colpito soprattutto il settore business. Questo perché il settore alberghiero ha registrato una diminuzione del 5,8 per cento sugli arrivi e del 6,3 per cento sulle presenze, mentre il settore extralberghiero – quello composto da agriturismi, bed & breakfast e affittacamere – ha ottenuto un +13,4 per cento sugli arrivi e un +1,4 per cento sulle presenze.

Ovada, visitatori “mordi e fuggi”
Per Ovada il risultato del 2014 è in chiaroscuro. Calano le presenze (5.700 in meno, con una diminuzione che sfiora il dieci per cento), ma aumentano del 7,3 per cento gli arrivi, oltre 1.500 in più rispetto al 2013. Un turismo che dunque diventa soprattutto “mordi e fuggi”, con una media per ciascun visitatore di due sole notti trascorse in città. In termini assoluti, per il 2014 parliamo di 22.700 arrivi e 53 mila presenze.
Nell’ovadese, l’interpretazione fatta a livello provinciale da Alexala non vale. A crescere è infatti soprattutto il settore alberghiero. Aumentano le strutture (erano 6 nel 2013, sono diventate 7 nel 2014), gli arrivi (+10,4 per cento) e le presenze (+11,5 per cento). Brusco calo invece nelle strutture extralberghiere, con un timido incremento degli arrivi (+2,4 per cento) e un tracollo delle presenze (–27,7 per cento). Invariato il numero di affittacamere, ostelli, agriturismi, b&b: 57 in totale.

Il boom degli agriturismi novesi
Novi e la zona del novese hanno un andamento quasi speculare. Diminuiscono gli hotel (erano 36 nel 2013, sono rimasti 33 l’anno successivo), calano leggermente gli arrivi negli alberghi (–0,7 per cento), mentre aumentano le presenze (+3,1 per cento).
Nel settore extralberghiero si registra il boom: gli arrivi del 2014 sono stati il 17,7 per cento in più rispetto all’anno precedente, le presenze sono aumentate addirittura del 38,8 per cento. Tanti gli esercizi nuovi: nel corso dell’anno passato hanno aperto 3 affittacamere, 5 agriturismi e 2 bed & breakfast, portando il totale delle strutture extralberghiere a 73.

Italiano e con il portafoglio vuoto
Per la provincia di Alessandria, è il secondo anno consecutivo di flessione del settore turistico, dopo il record toccato nel 2012, arrivato dopo un decennio di crescita pressoché regolare.
Ma qual è l’identikit del turista di casa nostra? In 6 casi su dieci è italiano, ha il portafoglio vuoto e arriva da vicino: dalle altre province del Piemonte innanzi tutto, poi da Lombardia, Liguria, Emilia. Tra gli europei siamo scelti soprattutto da francesi, tedeschi, svizzeri, russi e inglesi. Cina, Stati Uniti e Australia sono invece i principali Paesi di provenienza degli altri turisti.
La flessione del settore turistico è da imputare soprattutto al calo dei visitatori italiani (diminuiti del 7,9 per cento) ed europei (–3,7 per cento), non sufficientemente compensato dall’aumento di quelli extraeuropei (+3,8 per cento).

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