Nel laboratorio del legno va in scena “La Figlia Sbagliata”
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Redazione - redazione@ovadaonline.net  
25 Maggio 2015
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Nel laboratorio del legno va in scena “La Figlia Sbagliata”

Letture dell'attore Stefano Moretti, accompagnato dalla chitarra. Raffaella Romagnolo racconta com'è nato il suo ultimo romanzo in un'atmosfera famigliare

Letture dell'attore Stefano Moretti, accompagnato dalla chitarra. Raffaella Romagnolo racconta com'è nato il suo ultimo romanzo in un'atmosfera famigliare

CREMOLINO – Cremolino. Ambientazione insolita per la presentazione del libro di Raffaella Romagnolo “La figlia sbagliata” organizzata dal libraio acquese Piero Spotti. Aperitivo all’aperto in un suggestivo spazio verde. Pende da un albero un lampadario sontuoso, surreale e magico in questo contesto. Ma il cuore della presentazione avviene negli ambienti interni di Noi Cornici, vecchia scuderia recuperata e laboratorio di restauro del legno di Valentina Boracchi in cui si vede e si respira arte. Il pubblico è variegato attento e numeroso: famiglie coi bambini, e persone di ogni età come ad un tipico pranzo festivo in famiglia. Cibo e letteratura viaggiano in un perfetto connubio creando un ambiente conviviale e intimo. Ad introdurre la presentazione l’amica Sabrina Caneva che trasporta gli ascoltatori nell’atmosfera del romanzo per poi lasciare il posto all’autrice.

“Non è un libro allegro -spiega l’autrice – nasce da un incubo che realmente ho fatto, e mi ha dato l’ispirazione per sviluppare questa vicenda”. La voce narrante di alcuni brani estrapolati dal libro è affidata all’attore teatrale Stefano Moretti che, accompagnato dalla chitarra di Massimo Sardi, ci aiuta a capire e a delineare i personaggi raccontati dalla Romagnolo. Assecondando la psicologia deviata della madre Ines, viene presentata Riccarda la “figlia sbagliata” , Vittorio “il figlio perfetto “ , e Pietro “il marito zavorra”, unico contatto con la realtà della donna.

“Ogni personaggio di cui parlo mi appartiene –  spiega l’autrice – il mio modo di scrivere è un atto di rivelazione di me stessa. Scrivo romanzi con focalizzazione femminile perché mi pare sia una parte della letteratura meno presa in considerazione” . Aspetto che emerge nella rappresentazione di Ines la madre e della figlia Riccarda figure in antitesi di questa complicata tragedia famigliare. Altro spunto di riflessione che fornisce il libro mediante i suoi personaggi è il ruolo del talento di ognuno di noi nella vita e a ciò che comporta seguirlo o soffocarlo.

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