CNA, appello ai Comuni: “Facciamo lavorare il territorio”
L'associazione degli artigiani è in procinto di pubblicare il prezzario aggiornato valido in tutta la provincia di Alessandria
L'associazione degli artigiani è in procinto di pubblicare il prezzario aggiornato valido in tutta la provincia di Alessandria
OVADA – E’ previsto per domani l’incontro tra Comune e associazioni di categoria per la presentazione della bozza di Bilancio 2015 con tutto il carico di incertezza generato da regole che mutano di continuo. Salvo sorprese, saranno confermate le aliquote delle imposte principali. Ma parte dagli artigiani un appello che va oltre un invito a contenere il più possibile l’aggravio su imprese già in difficoltà. “Quello che chiediamo – spiega Mauro Scalzo, referente di zona per la CNA – è quello di lavorare. E quindi è necessario poter avere accesso ad appalti attualmente appannaggio di grandi imprese. La norma che permette di farlo c’è. I Comuni devono venirci incontro. Soprattutto chi ha la responsabilità di decidere deve esercitarla”. In questi anni la selezione imposta dalla crisi è stata durissima. “Edilizia e trasporti – analizza Mauro Gastaldo – sono i settori più colpiti. Fra questi i serramentisti hanno tenuto meglio perché gli incentivi statali hanno comunque giocato un ruolo importante”. Si parla di realtà che rispetto al 2008 hanno perso la metà del loro fatturato e che se anche siamo arrivati al picco negativo del processo avranno bisogno di anni per recuperare livelli accettabili.La fotografia del lavoro nell’Ovadese arriverà nelle prossime settimane dal prezzario redatto dalla CNA, un vero e proprio compendio del costo di materiali e prestazioni, redatto con il contributo di chi ogni giorno lavora sul campo. L’ultima edizione era del 2012. “Non ci sono grosse novità rispetto al passato – analizza Mauro Scalzo, presidente dell’associazione – I prezzi possono essere cresciuti di un 5-6%. E’ già tanto che non siano scesi”. Per far ripartire l’edilizia la linea dettata è chiara: non costruiamo ex novo ma recuperiamo quanto già fatto, in particolare ciò che ha valore. “Si tratta di lavori impegnativi – conclude Scalzo – in un settore in cui molto spesso nascono dal nulla imprese che non possono offrire una professionalità certa. Bene la variante varata dal Comune che alleggerisce dai vincoli gli edifici di pregio storico. Ma non basta. E’ necessario agire sugli incentivi, incidere con coraggio sul sistema di pagamento degli oneri di urbanizzazione”.