Artigiani: qualche posto di lavoro in più
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Redazione - redazione@ovadaonline.net  
7 Maggio 2015
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Artigiani: qualche posto di lavoro in più

I numeri del primo quadrimestre 2015 mettono in luce una crescita limitata dei posti di lavoro. Vanno meglio le realtà che offrono servizi alla persona e la meccanica

I numeri del primo quadrimestre 2015 mettono in luce una crescita limitata dei posti di lavoro. Vanno meglio le realtà che offrono servizi alla persona e la meccanica

OVADA – A voler vedere il bicchiere mezzo pieno ci sono timidi segnali di ripresa. Chi è pessimista pensa sia troppo poco. I numeri riferiti al primo quadrimestre del 2015 nel settore dell’artigianato parlano di qualche assunzione in più rispetto allo stesso periodo del 2014. “Abbiamo visto i dati  occupazionali – è intervenuto Giorgio Lottero, nell’ambito del convegno organizzato da Confartigianato per fare il punto sulle novità nel mondo del lavoro –  anche nella nostra zona a fronte di queste agevolazioni nel primo quadrimestre i nuovi assunti a livello numerico si sono assestati su quelli del 2014: 160  percentuale, sei in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”. Leggermente migliore la situazione per quanto riguarda la Cna.“In quattro mesi le assunzioni sono state 27, mentre in tutto il 2014 ne avevamo registrato 66 – spiega Mauro Gastaldo – Di queste, cinque sono state formalizzate con il contratto a tutele crescenti”.   Se ripresa c’è, è ancora molto flebile. “Non possiamo parlare di segnali positivi – aggiunge Gastaldo – nel settore dell’edilizia che è poi quello principale in zona. Qualcosa di più si muove tra le attività a metà tra commercio vero e proprio e servizi alla persona”.

L’impressione è che la strada giusta sia quella che prevede l’inserimento in azienda tramite stage direttamente dalla scuola. “Attivare i tirocini per la nostra zona è importante – dichiara il dottor Felice  Tuosto di Casa di Carità Arti e Mestieri – sono un’opportunità di professionalizzare un giovane e nel contempo mettere a disposizione di personale l’azienda di fatto a costo zero”. Imprese sul chi va là e in attesa di capire cosa succederà a livello di tassazione con i bilanci comunali di previsione. “Non possiamo – chiude Lottero – più permetterci ulteriori  aumenti dell’Imu sui capannoni e della tassa sui rifiuti”.

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