Ufficio postale, “Chiuderlo sarebbe uno di quegli sbagli impossibili da correggere”
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Redazione - redazione@ilnovese.info  
18 Marzo 2015
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Ufficio postale, “Chiuderlo sarebbe uno di quegli sbagli impossibili da correggere”

Il sindaco di Predosa ha ricevuto una toccante lettera da una concittadina che spiega cosa significa perdere l'ufficio postale in un paesino come Castelferro, e ne è rimasto colpito che ha deciso di inviarla alle più alte cariche dello stato. L'ha inviata anche a noi, che ve la riproponiamo integralmente

Il sindaco di Predosa ha ricevuto una toccante lettera da una concittadina che spiega cosa significa perdere l'ufficio postale in un paesino come Castelferro, e ne è rimasto colpito che ha deciso di inviarla alle più alte cariche dello stato. L'ha inviata anche a noi, che ve la riproponiamo integralmente

LETTERE AL DIRETTORE – Un Ufficio Postale, in un piccolo paese, non è solo il luogo dove si va a spedire una lettera, ma è molto di più. E’ un luogo sociale, uno dei tanti posti dove in un piccolo paese si fa vita di comunità.
Perchè una delle principali differenze tra il vivere in una città e in un piccolo centro e che lì ci si conosce tutti, si sa tutto di tutti e magari a qualcuno può dare fastidio, ma in realtà non ci si sente mai soli.

Castelferro è uno dei tanti centri dove sta per chiudere l’ufficio postale. Le economie di scala, i tagli, le esigenze di risparmio o, come di dice oggi, la razionalizzazione, fanno sì che in tanti piccoli centri l’ufficio delle poste finisce per sparire.
Centri abitati da molti anziani, che si sa sono restii al cambiamento come un po’ tutti dalle nostre parti.

Il Sindaco di Predosa, Giancarlo Rapetti, ha ricevuto una toccante lettera da una concittadina che spiega cosa significa perdere l’ufficio postale in un paesino come Castelferro, e ne è rimasto colpito che ha deciso di inviarla alle più alte cariche dello stato, a partire dal Presidente della Repubblica.
Ovviamente, l’ha inviata anche ai dirigenti delle poste e anche a noi, che ve la riproponiamo integralmente:
“Ogni paese ha una storia a se, il senso di appartenenza alle proprie radici è un qualcosa che nasce con noi e ci accompagna sempre più forte e consapevole con il passare del tempo.
Nei paesi, soprattutto in quelli piccoli, accade spesso di sentire tuo tutto quello che ti circonda.
Quando sei piccolo ti si appiccicano sensazioni, profumi, immagini che difficilmente ti lasciano.
Non vedi l’ora che arrivi l’estate per poter uscire, libero (qui ancora si può fare), correre tra la curiosa piazza, il frequentato bar, il piccolo tabaccaio, il grazioso negozio di alimentari e l’ufficio postale, dove tanta gente in coda chiacchera e si ritrova nei giorni di apertura.
Castelferro è uno di quei paesi con un’identità molto forte: è ancora attraente al punto giusto, incontaminato per certi versi e con tanta voglia di vivere.
E vive grazie al suo centro che ospita le attrazioni che riescono a tenerlo in vita.
Mentre una mamma fa la coda alla posta per pagare un bollettino postale, il bambino va al bar a prendere qualcosa da bere e fa un salto al negozio per iniziare a scegliere cosa mangiare. Se l’attesa si prolunga va in piazza a intrattenersi con i suoi amici che hanno i genitori a prendere l’aperitivo al bar e la nonna che è a far la spesa nel negozio.
Tutto questo ormai ha creato un sistema vitale, nessuno di questi elementi può durare a lungo senza l’altro.
Per continuare a rendere piacevole il crescere a questi bambini, è doveroso difendere questo sistema. Non è facile trovare piccoli mondi che riescono a sopravvivere e regalare quotidianamente piacevoli sorprese, e soprattutto non è facile riuscire ad arrivare ad una certa qualità di vita.
I piccoli centri hanno molta grinta e con le loro gambe riescono a vincere sfide quotidiane.
Non sarebbe facile spiegare a tutti quelli che affollano quotidianamente l’ufficio postale che il loro punto di ritrovo, la scusa per una passeggiata mattutina, il cerchio di chiacchere per sapere le ultime novità del paese della signora Maria che quel giorno non è uscita perchè il marito non stava tanto bene, del piccolo Mario che ha perso il suo primo dentino, di Daniela che sta per laurearsi, e del campo di Paolo che ha comprato Luigi… chiude.
Tutto questo vale molto di più di un’ottimizzazione aziendale.
Alla Signora Maria non interessa chiudere il conto che ha aperto alla posta, ma le interessa il perchè ha aperto un conto alla posta.
E non le interessa una posta, ma le interessa la sua Posta.
L’ufficio postale di Castelferro ha dato tanto al suo paese e il suo paese ha dato tanto al suo ufficio postale.
Chiuderlo sarebbe uno di quegli sbagli impossibili da correggere, che avrebbe sulla coscienza, i giovani, i vecchi, i nonni, i genitori, i bambini e le bambine di Castelferro.
Non si può spiegare ad un bambino perchè i grandi alle volte non riescono a fare la cosa giusta.
Questa volta però si è ancora in tempo per cambiare le cose”.

Una bambina cresciuta
 

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