Moratoria e detrazioni, il Senato corregge il tiro sull’Imu agricola
Una detrazione di 200 euro per i terreni della collina svantaggiata, una moratoria fino al 31 marzo e il rimborso integrale dei trasferimenti trattenuti dallo Stato nei confronti dei Comuni. Sono le tre modifiche principali apportate dal Senato che ha approvato la legge di conversione del decreto sullImu agricola.
Una detrazione di 200 euro per i terreni della collina svantaggiata, una moratoria fino al 31 marzo e il rimborso integrale dei trasferimenti trattenuti dallo Stato nei confronti dei Comuni. Sono le tre modifiche principali apportate dal Senato che ha approvato la legge di conversione del decreto sullImu agricola.
POLITICA – Una detrazione di 200 euro per i terreni della “collina svantaggiata”, una moratoria fino al 31 marzo e il rimborso integrale dei trasferimenti trattenuti dallo Stato nei confronti dei Comuni. Sono le tre modifiche principali apportate dall’aula del Senato, che la settimana scorsa ha approvato in prima battuta la legge di conversione del decreto sull’Imu agricola. Il testo passa ora alla Camera, per l’approvazione definitiva.
Mettere ordine nel caos Uno degli obiettivi del provvedimento di legge è quello di mettere ordine nel caos dell’Imu agricola. A novembre 2014, infatti, era stato emanato un provvedimento che imponeva nuovi criteri per il pagamento dell’imposta di proprietà sui terreni agricoli, di fatto quasi azzerando le agevolazioni a favore dei coltivatori più svantaggiati. I criteri erano stati giudicati irrazionali e il Governo era dovuto correre ai ripari con un decreto last minute per prorogare i termini e cambiare i parametri. Decreto che ora, dopo il vaglio del Senato, passa alla Camera.
Detrazione per la “collina svantaggiata” Su sollecitazione del senatore del Pd Federico Fornaro, relatore della legge di conversione, il Governo ha dato l’ok a un emendamento che introduce dal 2015 una detrazione di 200 euro per i terreni della cosiddetta “collina svantaggiata”, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali. Questo intervento correttivo interessa quei comuni che erano prima totalmente esenti e non risultano classificati dall’Istat come montani o parzialmente montani.
“Sicuramente le attese erano superiori, ma è un gesto di attenzione verso una agricoltura che non ha mai conosciuto alti livelli di redditività ed è un fondamentale presidio per la difesa del nostro paesaggio e dell’assetto idrogeologico del territorio”, ha detto Fornaro.
Moratoria fino al 31 marzo È stata altresì decisa una “moratoria” fino al 31 marzo 2015 per i pagamenti in ritardo e il diritto al rimborso per quei contribuenti che avevano pagato sulla base della classificazione del Comune stabilità dal decreto ministeriale del 26 novembre scorso, poi modificata.
Comuni rimborsati dal Governo Un altro capitolo riguarda i bilanci dei Comuni. Per quelli in cui non si pagherà più l’Imu agricola, il decreto già aveva previsto il rimborso integrale dei trasferimenti trattenuti dallo Stato lo scorso anno. Per gli altri, su proposta di Fornaro, si faranno i conti entro il 30 settembre 2015 per verificare la differenza tra gettito teorico ipotizzato dal ministero dell’Economia e l’incasso effettivo da parte dei comuni.
Agricoltori: “Un primo passo, ne mancano altri” “È stato fatto un piccolo passo avanti per migliorare una situazione, che rimane comunque di grande malcontento per gli agricoltori professionali – ha commentato Carlo Ricagni, direttore provinciale della Cia, la confederazione degli agricoltori – Comunque, si è aperta una riflessione sulle aree rurali interne, e sulle vecchie “zone svantaggiate”, e per questo abbiamo fiducia che si possa ulteriormente migliorare la situazione del settore agricolo con un proficuo confronto con i nostri parlamentari e con il governo”.