Imu sui terreni, oggi il governo vara la proroga
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
12 Dicembre 2014
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Imu sui terreni, oggi il governo vara la proroga

La nuova scadenza dovrebbe essere fissata al 26 gennaio 2015. Ma c'è chi, come il senatore Federico Fornaro, spinge per stabilire un termine più distante, magari a giugno del prossimo anno: "Il criterio dell'altezza del municipio è da rivedere, dà luogo a palesi disparità. Inoltre le stime di incasso sono irrealistiche".

La nuova scadenza dovrebbe essere fissata al 26 gennaio 2015. Ma c'è chi, come il senatore Federico Fornaro, spinge per stabilire un termine più distante, magari a giugno del prossimo anno: "Il criterio dell'altezza del municipio è da rivedere, dà luogo a palesi disparità. Inoltre le stime di incasso sono irrealistiche".

NOVI LIGURE – L’Imu sui terreni agricoli torna in discussione. Oggi, venerdì 12 dicembre, il Consiglio dei ministri si riunirà per stabilire con decreto una nuova scadenza alla tassa, inizialmente prevista per il 16 dicembre (la riunione doveva tenersi ieri, ma è stata rimandata). È data per certa come nuova data quella del 26 gennaio 2015, ma c’è chi, come il senatore del Pd Federico Fornaro, spinge per stabilire un termine più distante. “Sarebbe auspicabile che fosse scelto il termine del 30 giugno 2015, in modo da avere il tempo necessario per aprire un tavolo con le associazioni degli agricoltori al fine di rivedere i criteri di classificazione dei terreni”, afferma Fornaro.

È proprio questo, infatti, il nodo da sciogliere. Il ministero dell’Economia, con un provvedimento, ha stabilito alcune esenzioni per i terreni di montagna. Per stabilire se un campo è in montagna oppure no, però, i tecnici di Roma hanno scelto di considerare l’altezza sul mare del municipio del Comune ove è situato il campo stesso. Dando luogo, ovviamente, a palesi disparità.
“Quello dell’altezza del municipio – dice ancora Fornaro, componente della commissione Finanze di Palazzo Madama – è iniquo perché non tiene in alcun conto le differenti caratteristiche dell’agricoltura, con il rischio di penalizzare ingiustamente i comuni della collina “povera” e della montagna marginale. Se il vecchio elenco del 1972 [usato fino a oggi come riferimento dell’esenzione totale o parziale dei comuni dall’Imu agricola; ndr] oggettivamente non andava più bene, non è possibile sostituirlo con uno nuovo che utilizzi il solo criterio dell’altezza del municipio, per di più in presenza di una “fotografia” catastale non aggiornata”.

“A tutto questo – conclude il senatore del Pd – si è poi aggiunto un colpevole ritardo nella pubblicazione del decreto attuativo e il parallelo taglio ai trasferimenti ai Comuni sulla base di stime di incasso assolutamente irrealistiche. Ecco perché è necessario avere più tempo per rivedere il tutto e auspicabilmente reperire le risorse necessarie per ridurre significativamente questa tassa (se non per abolirla del tutto) a partire dal 2015″.

Nelle sue conclusioni, Fornaro mette il dito in un’altra piaga: le stime di incasso irrealistiche. Somme che ben difficilmente i Comuni potranno ottenere dai contribuenti, ma che lo Stato darebbe per incassate, per procedere a un nuovo taglio dei trasferimenti.
Tra i Comuni più penalizzati Gavi (la stima di incasso è di 167 mila euro), Ovada (118 mila), Capriata d’Orba (117 mila), Rocca Grimalda (100 mila), Predosa (89 mila), Novi Ligure (86 mila), Carpeneto (74 mila), Castelletto d’Orba (70 mila), Bosio (62 mila), Silvano d’Orba e Molare (58 mila ciascuno), Trisobbio (54 mila), giusto per rimanere tra le realtà sopra i 50 mila euro.
“Di sicuro faremo una lettera per evidenziare le problematiche – spiega l’assessore al Bilancio del Comune di Ovada, Giacomo Pastorino – Ma va fatta dopo un’analisi attenta. Difficile però non rilevare l’estrema incertezza in cui nasce il provvedimento, a bilanci pressoché chiusi”.

Tornando al criterio dell’altezza del municipio, il provvedimento del ministero dell’Economia considera montani solo sette Comuni in provincia di Alessandria: quelli di Carrega, Fraconalto, Fabbrica Curone, Roccaforte, Ponzone, Dernice e Mongiardino. Parzialmente montani invece 31 Comuni: per questi ultimi, il decreto attualmente prevede l’esenzione solo per quei terreni di proprietà di coltivatori diretti e imprenditori agricoli.

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