Fortezze, santuari e palazzi dipinti: gli studenti per il rilancio
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
1 Ottobre 2014
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Fortezze, santuari e palazzi dipinti: gli studenti per il rilancio

Illustrati a Gavi i progetti realizzati dagli aspiranti architetti. Durante un convegno è emerso ancora una volta come alcuni dei più importanti beni storico-architettonici della nostra zona abbiano un ineludibile bisogno di rilancio

Illustrati a Gavi i progetti realizzati dagli aspiranti architetti. Durante un convegno è emerso ancora una volta come alcuni dei più importanti beni storico-architettonici della nostra zona abbiano un ineludibile bisogno di rilancio

GAVI – La novità – se ci si passa il gioco di parole – è che ci sono poche novità. Dal convegno sull’architettura ligure tenutosi di recente al Forte di Gavi è emerso ancora una volta come alcuni dei più importanti beni storico-architettonici della nostra zona abbiano un ineludibile bisogno di rilancio. Nulla di nuovo sotto il sole: da anni ormai, ad esempio, si parla di rendere più accessibile la fortezza genovese che – nella sua forma attuale – domina la val Lemme da quattro secoli. O di valorizzare i monumenti novesi in maniera tale da intercettare almeno una piccola parte delle milioni di persone che visitano l’Outlet, quella città artificiale costruita proprio come un borgo dell’Oltregiogo genovese. Senza contare i castelli, le abbazie, i santuari che potrebbero essere uniti in un grande percorso turistico.

Una ventina di studenti di architettura, provenienti da diverse regioni italiane oltre che dall’estero hanno frequentato a giugno la summer school del corso di laurea in Progettazione delle aree verdi e del paesaggio, coordinata dall’Università di Genova. Dal loro impegno, sono scaturiti decine di progetti che puntano proprio sulla valorizzazione dei gioielli del nostro territorio.

Annalisa Romagnano, 24 anni, novese trapiantata a Gavi, si è occupata dei palazzi nobiliari di Novi. Il suo è un “vizio”: ha frequentato il corso triennale di Tecniche per l’architettura del paesaggio presso l’Università di Genova e si è laureata a marzo del 2013 con una tesi che proponeva il recupero del giardino di Palazzo Durazzo.
Per la summer school, Annalisa – che ora sta terminando il corso magistrale in Progettazione delle aree verdi e del paesaggio – ha ideato un percorso che unisce i più importanti palazzi nobiliari della città di Novi, caratterizzato da una nuova cartellonistica. Per la studentessa novese, l’immersione nell’architettura del Seicento e del Settecento è stata anche una piacevole applicazione del suo hobby: fa parte infatti della Compagnia della Picca e del Moschetto, un gruppo di rievocazione storica tra i più noti del territorio, che ha sede a Novi al Museo Solferino.

Alessio Librandi, neo consigliere comunale di maggioranza a Molare, si è invece occupato del cammino di Santa Limbania, una via sacra che unisce Rocca Grimalda a Ovada, alla badia di Tiglieto e alle fortificazioni di Voltri. Anche per Rocca Grimalda, l’idea è quella di un ascensore obliquo che conduca direttamente al cuore del borgo, a 280 metri sul livello del mare.

Il servizio completo sul Novese in edicola ancora per oggi.

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