Ritrovata la salma di Edoardo Bobbio
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Andrea Vignoli  
9 Settembre 2014
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Ritrovata la salma di Edoardo Bobbio

Potrà tornare finalmente a casa il corpo del militare italiano disperso in Germania durante la Seconda guerra mondiale. Deportato e aggregato all'organizzazione Todt, Bobbio venne ucciso nel febbraio del 1945 e sepolto ad Amburgo. Il ritrovamento è avvenuto grazie al meticoloso lavoro del veronese Roberto Zamboni

Potrà tornare finalmente a casa il corpo del militare italiano disperso in Germania durante la Seconda guerra mondiale. Deportato e aggregato all'organizzazione Todt, Bobbio venne ucciso nel febbraio del 1945 e sepolto ad Amburgo. Il ritrovamento è avvenuto grazie al meticoloso lavoro del veronese Roberto Zamboni

SAN CRISTOFORO – Tornano a casa dopo 60 anni i resti di Edoardo Bobbio, un militare italiano disperso in Germania durante la Seconda guerra mondiale nativo di San Cristoforo. I poveri resti saranno esumati tra pochi giorni dal Cimitero Italiano d’onore di Amburgo, dove riposavano senza che nessuno avesse mai avvisato i parenti rimasti in italia.

Bobbio dopo l’8 settembre venne deportato in Germania con gli IMI, Internati militari Italiani, e aggregato alla mastodontica e micidiale organizzazione Todt. Edoardo Bobbio venne rinchiuso prima nel campo di Muster e poi nella prigione di Bielefield. Venne ucciso il 22 febbraio 1945, pochi mesi prima della fine del conflitto, durante un bombardamento della città tedesca di Bielefeld, nella Renania Settentrionale. Al termine delle guerra i resti del povero militare vennero sepolti nel cimitero di Amburgo. Il luogo di sepoltura venne comunicato al Ministero, ma probabilmente nessuno si prese la briga di informare i parenti rimasti in Italia. Dopo l’esumazione la salma sarà rimpatriata per trovare la sua ultima dimora presso il cimitero di San Cristoforo. La data del funerale è fissata per il 28 settembre prossimo.

Il ritrovamento dei resti di Bobbio, e di molti altri italiani, è avvenuto grazie al meticoloso lavoro del veronese Roberto Zamboni. E’ stato quest’uomo che ha dedicato anni alla ricerca, nelle polverose carte del ministero, degli italiani dispersi durante la seconda guerra mondiale. Al termine dell’immane lavoro, Zamboni è riuscito ad organizzare un elenco di oltre 16mila italiani sepolti in Germania, Polonia e Austria. Con questo elenco, Zamboni ha fatto quello che altri dovevano fare, molti anni prima: ha contattato i sindaci dei Comuni di origine dei dispersi, e li ha pregati di avvisare i congiunti rimasti.

Il servizio completo sul Novese in edicola a partire da giovedì 11 settembre.

 

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