Fare l’orto: passatempo che prende piede
Scegliere, piantare, annaffiare e raccogliere frutta e verdura piace un po' a tutti e, a quanto pare, rilassa; piace un po meno preparare la terra
Scegliere, piantare, annaffiare e raccogliere frutta e verdura piace un po' a tutti e, a quanto pare, rilassa; piace un po meno preparare la terra
OVADA – “Fare l’orto”, pratica comune fra gli ovadesi, potrebbe essere definita “ortoterapia” grazie alla sua capacità di risolvere problemi legati al malumore. Senza distinzione di età, sesso o livello di “pollice verde”, scegliere, piantare, annaffiare e raccogliere piace un po’ a tutti e rilassa. Piace meno preparare la terra, come afferma Laura, insegnante: “Non ho molta affinità con la vanga- scherza- ma, per fortuna, il mio orto è piccolo e quindi, una volta passato lo scalino iniziale, posso dedicarmi al suo mantenimento senza togliere molto tempo al resto delle attività quotidiane”. Occupazione preferita degli anziani, anche di coloro che vivono in città ma hanno ancora un pezzo di terra da coltivare nelle campagne, l’orto diventa importante passatempo nelle prime ore del mattino “So che incomincia la primavera quando i clienti abituali del bar – sostiene il gestore di un circolo dell’ ovadese – arrivano in tarda mattinata: per alcuni non è solo un passatempo, ma diventa un vero e proprio lavoro comunitario. Si vede al momento del raccolto quando girano, all’interno del locale, borsate di verdura fresca”.“Non è necessario un grande appezzamento- confida Antonella Canobbio, scrittrice genovese, autrice di diversi libri fra cui “Accordo reciproco” e “Vita da vicoli” – Vivo nel centro storico di Ovada e lo spazio, nel mio terrazzo fra i tetti, è decisamente limitato. Tuttavia ho zucchine, pomodori e piante aromatiche coltivate in vaso. Addirittura, presa dalla frenesia, ho seminato più di quello che avrei dovuto e alcune piante sono finite a casa di amiche e conoscenti”. “L’orto fa risparmiare denaro e tempo- concludono gli esperti del settore- con l’immediatezza del prodotto sulle nostre tavole, senza chilometri di trasporto. Questo sta invogliando sempre più persone, e soprattutto giovani, a cimentarsi nella realizzazione di una coltivazione”.