Telefonisti… molto precoci
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Telefonisti… molto precoci

L’uso e l’abuso del cellulare da parte degli adulti finisce inevitabilmente per condizionare i più piccoli. Le frequenze interferiscono con il Dna delle cellule e col loro meccanismo di riparazione

L?uso e l?abuso del cellulare da parte degli adulti finisce inevitabilmente per condizionare i più piccoli. Le frequenze interferiscono con il Dna delle cellule e col loro meccanismo di riparazione

OVADA – Ma dove sono finiti i tempi in cui i bambini chiedevano per Natale e per il compleanno (ma, volendo, anche per la promozione, i bei voti, la felice condotta) giocattoli, qualche volta libri, al massimo lo stereo? Le loro richieste (potrei dire le nostre, considerando l’età media delle persone in redazione e di quelle intervistate) si fermavano lì. Acconsentire o no era relativamente semplice.  Ad oggi, le cose sembrano essersi complicate. Esaurite le richieste di play station, fino alla centoventesima versione, della wii e di console varie, i bambini sembrano esigere il telefonino già intorno agli otto anni, influenzati dall’utilizzo quasi maniacale che ne facciamo noi adulti (chi più chi meno).

“In famiglia siamo scandalosi – confessa Giorgia, la cui bambina ha ricevuto il telefonino per la Comunione – Sempre tutti con il cellulare all’orecchio o impegnati nell’invio di un messaggio. Inutile dire che, poco dopo aver ricevuto il regalo, mia figlia sapeva già come gestire ogni funzione, come se l’avesse sempre avuto”. E su questo non ci piove, come sostiene Alessandro, commerciante: “I bambini di oggi nascono con la tecnologia in mano. Se il mio primo computer  e l’accesso ad internet li ho avuti intorno ai trent’anni, mia figlia, a nove anni, sa già come viaggiare in rete e il più piccolo, a cinque anni, conosce già tutte le funzioni del telecomando di Sky. Non sono fenomeni, semplicemente vengono continuamente stimolati dalla tecnologia”.

La richiesta del cellulare non sembra essere, allora, così strampalata, eppure sono in molti a sostenere “In fondo ai bambini il telefonino non serve. Quando si sentono poco bene a scuola c’è chi ci avvisa, quando sono con gli amichetti, normalmente c’è sempre anche un adulto che ha il nostro numero. Piuttosto può essere utile se fanno un breve tratto di strada non accompagnati oppure se, per svariate ragioni devono rimanere a casa da soli, visto che ormai, per molti, il telefono fisso fa già parte degli oggetti obsoleti”. Ultima, ma forse la più importante, la dichiarazione di chi, come Laura, afferma “Ormai è noto: il cellulare è uno strumento dannoso per la salute: le frequenze utilizzate interferiscono con il Dna delle cellule e col loro meccanismo di riparazione. Tutti dovremmo imparare a limitarne l’utilizzo ed insegnare ai nostri figli a fare altrettanto”.

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