Natale: cosa chiedono gli ovadesi
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Simonetta Albertelli - redazione@ovadaonline.net  
19 Dicembre 2013
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Natale: cosa chiedono gli ovadesi

Non solo desideri dei bambini come la bici o la bambola parlante ma anche meno tasse sui rifiuti e un arredo urbano più accattivante

Non solo desideri dei bambini come la bici o la bambola parlante ma anche meno tasse sui rifiuti e un arredo urbano più accattivante

OVADA – Natale si avvicina e mentre i desideri dei bambini sono sempre gli stessi (il nuovo gioco della play station, la bambola che parla, la bicicletta), l’attuale crisi finisce con il rendere gli adulti decisamente più pratici. “Perfino mia moglie – conferma Giulio, commerciante – non mi fa più  scorrazzare davanti alle oreficerie ma sottolinea che sarebbe meglio avere una buona assistenza medica, visto che si invecchia e non si sa mai…”. Il desiderio di un ospedale e di un Pronto Soccorso funzionanti è uno dei sogni che molti degli ovadesi metterebbero nella letterina di Natale, “Ma anche pezzi di strada asfaltati” puntualizza Monica, impiegata molarese, che si lamenta dei buchi che seguono il cavalcavia all’entrata di Ovada e che ogni giorno rischiano di “farle saltare le gomme della macchina”.

Una via del fiume praticabile, il ritorno del Cinema Comunale, l’abbassamento della tassa per i rifiuti e l’eliminazione totale dell’IMU, questi altri desideri che gli ovadesi intervistati si dilettano ad esternare, consapevoli, in alcuni casi, della concreta impraticabilità nella realizzazione. Incombenze dell’amministrazione comunale e di enti vari a parte, c’è chi fa appello al senso civico dei concittadini, andando a toccare un tasto che si ripresenta sempre attuale: il problema della spazzatura per le vie cittadine. “Non ci vuole molto a buttare cartacce, bottiglie e quant’altro negli appositi contenitori – si lamenta Gaia, studentessa – e non possiamo sempre dare la colpa a coloro che si occupano del trasporto e del riciclaggio dei rifiuti. Siamo noi residenti a dover fare il primo passo!”.

Monica, negoziante, mamma di un quindicenne, lamenta, invece, della scarsità nel territorio di luoghi di ritrovo per i giovani: “Se Babbo Natale mi ascoltasse, dopo l’Epifania avremmo dei circoli dove i ragazzi potrebbero incontrarsi e condividere, lontani dal mondo virtuale di Facebook”. “Una soluzione all’accattonaggio!- protesta Guido, operaio edile- So che è complicato arrivare ad una reale risoluzione del problema… forse solo Babbo Natale potrebbe riuscirci”. Ma c’è anche chi, malgrado la mancanza di fondi, continua ad aspirare ad un bel viaggio, ad un capo firmato, al finanziamento che potrebbe permettergli la casa dei sogni, come Lara, sposa da giugno che vive in affitto: “Quando si sogna, bisogna farlo alla grande – conclude speranzosa- e allora mettiamo nella letterina le cose che ci appaiono irraggiungibili. Chissà che un occhio di riguardo non arrivi solo da una slitta trainata dalle renne ma anche da chi ha la competenza per esaudire!”. 

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