Genitori: ansie e paure per la scelta della scuola dei figli
Le maestre del nido sapranno accudire il bimbo? Nella Scuola Primaria, con più insegnanti, come regolarsi? E, dopo le medie, quale istituto superiore sarà il più adatto?
Le maestre del nido sapranno accudire il bimbo? Nella Scuola Primaria, con più insegnanti, come regolarsi? E, dopo le medie, quale istituto superiore sarà il più adatto?
OVADA – Le scelte per i propri figli cominciano da subito. Prima c’è la scelta del pediatra: meglio quello della mutua o quello privato? Meglio uomo oppure donna? Meglio farselo consigliare dalle amiche, dall’ ASL o dal proprio medico? E poi avanti…con la scelta dell’asilo, delle scuole primarie, delle medie e delle superiori, incrociando le dita e sperando che gli amati figlioli arrivino all’esame di maturità capaci di scegliere da soli il proprio destino, universitario o lavorativo. “E che ansia proprio il nido- testimonia Claudia con un figlio alle elementari – quando sei costretta ad affidare il tuo piccino alle cure di educatrici che ti sembrano sempre poco preparate e troppo giovani”.Non cambia nella scelta della scuola materna, soprattutto laddove ci sono maestre che “pretendono di insegnare l’inglese a dei bimbi così piccoli” come ironizza Alessio, papà commerciante: “Molti genitori contestano la modernità di certi insegnamenti e non capiscono quanto siano in grado di assorbire, attraverso il gioco, le menti spugna dei nostri figli”. Il meglio, tuttavia, sembra arrivare alle elementari. “Sono passati i bei tempi in cui la maestra era una, la stessa per cinque anni, la tua maestra- puntualizza Monica, mamma quarantenne- e con la quale i genitori potevano instaurare un rapporto di fiducia e scambio. Ad oggi, di anno in anno, non sai quasi più quali sono le insegnanti che seguiranno tuo figlio. Leggi su leggi impediscono di fatto una strada costante per quegli anni che delineano le basi scolastiche”.
C’è anche chi storce il naso davanti alla figura del maestro, se non per materie “secondarie”, quali educazione motoria e religione. Uomo o donna, poco importa quando si giunge davanti alle medie e aumenta il numero di ruoli e professori. Può aumentare anche il numero delle sezioni, soprattutto per coloro che da una scuola dei paesi limitrofi si spostano ad Ovada. “E’ come giocare al lotto!- afferma Giusi- Con il primo mi è andata bene, ma con mia figlia sono finita in una sezione pessima”. Per fortuna allo scadere dei tre anni le decisioni smettono di essere ad uso esclusivo dei genitori, come nel caso di Paola, ora felicemente laureata alla facoltà di ingegneria, che scherza: “Mi sono innamorata di una scuola tecnica perché durante una guida all’orientamento sono rimasta affascinata da un becco bunsen in un laboratorio di chimica. Mai perdere la speranza!”.