Come trovo lavoro all’estero
Vita da trasfertista: sempre in giro per il mondo. lo stipendio è buono ma si sta più sullaereo che sulla terraferma. In queste condizioni difficile potersi creare una famiglia
Vita da ?trasfertista?: sempre in giro per il mondo. lo stipendio è buono ma si sta più sull?aereo che sulla terraferma. In queste condizioni difficile potersi creare una famiglia
OVADA – “Mamma mia dammi cento lire che in America voglio andare” cantava il Quartetto Cetra negli anni ’60 riproponendo un vecchio canto popolare e, ad oggi, i modi dei quali si può approfittare per provare a vivere all’estero sembrano davvero numerosi: vita da trasfertista, progetti per ragazzi alla pari e progetti dei centri di formazione. Consistente è la quantità di testimonianze di chi ci ha provato, un po’ per imparare la lingua o per studiare, un po’ per lavorare, ma anche per scelta alternativa quando l’Italia diventa “troppo stretta”. “Nel 1998 ho aderito al progetto Leonardo da Vinci di un centro di formazione alessandrino- racconta Miranda, impiegata quarantenne- e ho vissuto in Irlanda.L’obiettivo era quello di studiare e rimanere a Dublino solo il tempo necessario per perfezionare la lingua, ma c’è stata l’inevitabile svolta: l’amore per quel paese. Sono rimasta per 5 anni, lavorando per una multinazionale, il che mi ha permesso uno scambio continuo con persone in arrivo da tutto il mondo. La formazione nelle ditte irlandesi è maggiore rispetto alla nostra, c’è più flessibilità e più rilassatezza, oltre ad una maggiore possibilità di far carriera”. Diversa la storia di Ale, trentenne di Castelletto d’Orba, che in Spagna, precisamente a Cadaqués (la città di Salvador Dalì) c’è arrivato con lo spirito vacanziero per scegliere poi di rimanervi. Uguali però le considerazioni per quanto riguarda lavoro e burocrazia, anche se “le cose stanno un po’ cambiando”.
Il sogno che Silvia racconta dalla pagina di Facebook è quello della Danimarca dove l’età media dei ministri è di 43 anni, un anno di maternità (o paternità) è pagata al 100%, gli asili sono gratuiti, il tasso di occupazione femminile è al 76% e le settimane di ferie annuali sono 6. “Numeri da capogiro- afferma la giovane ovadese ad un anno dalla laurea- ma sarà poi tutto vero?”. Di altro genere il lavoro del trasfertista. A raccontarcelo è Flavio che ci spiega, grandi linee, la fatica del figlio operativo in una ditta che fa manutenzione nei grandi stabilimenti siderurgici: “Ottimo lo stipendio ma sei sempre in giro per il mondo e capita, a volte, di doverti spostare per un lavoro di un paio di giorni, passando più tempo sull’aereo che sulla terraferma. Difficile crearti una famiglia o, per lo meno, una relazione stabile”.