Apocalypse now?
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Il 21 dicembre sarà la fine del mondo? Una colossale menzogna mediatica senza basi scientifiche. Un fantomatico pianeta solitario che colliderà con la Terra alla fine del 2012? Totalmente falso

Il 21 dicembre sarà la fine del mondo? Una colossale menzogna mediatica senza basi scientifiche. Un fantomatico pianeta solitario che colliderà con la Terra alla fine del 2012? Totalmente falso

SOIETA’ – Lo abbiamo ascoltato talmente tante volte da giungere probabilmente a un livello di assuefazione tale da non preoccuparci eccessivamente: il mondo così come lo conosciamo, Teotwawki per usare l’acronimo anglosassone, sta per giungere alla conclusione. I Maya lo avevano profetizzato e noi siamo stati avvertiti, come recitava il trailer del film 2012 uscito alcuni anni fa. Infatti, il 21 dicembre qualcosa di apocalittico dovrebbe avvenire sul nostro pianeta e segnare l’inizio di un nuovo ciclo cosmico. Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di mettere un po’ di ordine nel calderone di informazioni che migliaia di siti pubblicano da anni sulla rete e svariati programmi televisivi, più o meno attendibili, illustrano con filmati talvolta inquietanti. La confusione e l’attrazione mediatica che circonda il 21 dicembre nasce da una serie di lavori pseudo-scientifici risalenti agli anni ’70 e ’80. L’autore John Jenkins Major raccolse ed elaborò queste visioni mistiche nel libro Maya Cosmogenesis 2012, aggiungendo anche un aspetto astronomico: il 21 dicembre 2012 la Terra, i pianeti e il Sole si troverebbero esattamente allineati con il centro della Galassia e questo spalancherebbe le porte a una nuova era di speranza e trasformazione positiva per l’intera umanità. Altri personaggi interpretarono questa configurazione cosmica in termini catastrofici, invocando sconvolgimenti planetari a vari livelli. La maggior parte della produzione letteraria e televisiva ha purtroppo enfatizzato gli aspetti pseudo-scientifici della 2012-mania, con il risultato di generare non solo incredulità e ironia, ma nello stesso tempo ansie e paure tra le persone più soggette a un certo tipo di emotività.

Se da una parte è giusto trattare questo argomento per quello che è realmente, cioè una colossale menzogna mediatica, è doveroso tuttavia spendere qualche parola per demolire le basi scientifiche, a dire il vero estremamente fragili, sulle quali troverebbero fondamento le affermazioni dei neo-millenaristi. La civiltà Maya era sicuramente in possesso di solide conoscenze astronomiche e disponeva di un raffinato ed elaborato sistema per la misura del tempo. Secondo gli studiosi, il loro calendario partiva da un anno “zero” corrispondente all’11 agosto 3114 a.C. del nostro calendario gregoriano e tra le varie unità di calcolo escogitate, il ciclo detto baktun durava 144.000 giorni. Basandosi sulla più accreditata correlazione tra i due calendari (la versione Goodman-Martinez-Thompson), la fine del tredicesimo baktun cadrebbe esattamente il 21 dicembre. Secondo la visione Maya questo significherebbe il termine di un ciclo, paragonabile all’inizio di un nuovo millennio per noi, ma non esistono profezie su una ipotetica fine del mondo, come ormai si sente ripetere da anni. L’esistenza di un ciclo ancora più esteso chiamato pictun, pari a 20 baktun, fa ritenere che per loro il tempo continuasse a scorrere, tanto che una iscrizione risalente al VII secolo d.C. predice l’anniversario del regno del sovrano Palenque il giorno 15 ottobre 4772 d.C.

Che dire dei vari fenomeni astronomici responsabili dell’apocalisse prossima ventura? Come illustrato nella figura in alto a sinistra, il giorno 21 dicembre non ci sarà alcun allineamento planetario e per quanto riguarda l’ipotetica “eclisse” del centro galattico da parte del Sole, è noto che ogni anno, in corrispondenza del solstizio di dicembre, il nostro pianeta è molto approssimativamente allineato con il Sole e il centro della Via Lattea, ma senza alcuna conseguenza data l’enorme distanza che ci separa. Da molti anni circolano voci su un fantomatico pianeta solitario (chiamato Pianeta X, Nibiru e con altri nomi più o meno esotici), che dovrebbe collidere con la Terra alla fine dell’anno 2012. Inutile dire che anche questo argomento è totalmente falso. Un corpo celeste di dimensioni planetarie in rotta di collisione non solo sarebbe visibile senza difficoltà a occhio nudo, ma sarebbe già stato osservato e tracciato da molto tempo dagli osservatori astronomici di tutto il mondo e avrebbe senza dubbio causato sensibili perturbazioni orbitali nell’ambito dell’intero Sistema Solare.

Per quanto riguarda il pianeta Terra sono state invocate le più disparate conseguenze all’allineamento galattico: inversione dei poli magnetici e del verso di rotazione, terremoti ed eruzioni vulcaniche di eccezionali proporzioni. Il nostro pianeta si sta tuttavia comportando normalmente, non c’è un aumento dell’attività endogena e le variazioni della polarità magnetica non avvengono repentinamente, ma su scale di tempo geologiche. L’improvvisa inversione del senso di rotazione è poi assolutamente impossibile. L’eventuale maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi come siccità, inondazioni e uragani, viene attualmente spiegato nell’ambito del cosiddetto riscaldamento globale. Il ciclo di attività solare ha un andamento regolare di 11 anni e dovrebbe raggiungere il picco massimo nel 2013, non nel 2012. Correlati all’attività solare, i brillamenti e le espulsioni di massa coronale (Cme) sono i fenomeni di gran lunga più energetici ed effettivamente avvengono in maniera esplosiva, tuttavia influenzano i satelliti in orbita e occasionalmente la rete elettrica, ma non provocano danni a livello della superficie terrestre. Inoltre, prevedere eruzioni solari con mesi o anni di anticipo non è ancora possibile, nonostante la meteorologia spaziale abbia fatto enormi progressi negli ultimi anni.

Queste sono soltanto alcune delle molteplici ragioni che ci inducono a non prendere sul serio le profezie riguardanti il 21 dicembre prossimo, ma… niente paura! Già circola in rete la notizia che nel febbraio del prossimo anno un asteroide di alcuni chilometri di diametro potrebbe colpire la Terra, con conseguenze facilmente immaginabili. Ormai dovremmo essere abituati al fatto che da millenni l’umanità tende in maniera esasperata a individuare un data per la fine del mondo. Solo così, infatti, crediamo di poterci liberare da tutte le preoccupazioni e vivere una esistenza più serena.
Ma questo è un altro discorso. 

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