Home
Hamilton: il nuovo disco di Luca Piccardo, tra vita di coppia e immagini forti
Dal primo approccio sessuale a un rapporto affettivo più maturo: un lavoro che esplora la vita di coppia e le sue problematiche
Dal primo approccio sessuale a un rapporto affettivo più maturo: un lavoro che esplora la vita di coppia e le sue problematiche
OVADA – Lui è Luca Piccardo. L’altro è “Hamilton”. Per altro intendo l’ultimo suo cd, in uscita a Natale. William Donald Hamilton è anche il nome del biologo britannico che ha studiato l’ereditarietà dei geni dell’egoismo e dell’altruismo. “Se vogliamo dirla tutta – afferma il cantautore – è anche un posto di Ovada che associo, per svariati motivi, alla stesura del disco”. Disco improntato sulla sua compagna, un discorso secco, diretto, mai banale, che racchiude gioie e tormenti della loro storia. Continua Piccardo, in una chiacchierata che bandisce i mezzi termini: “Per piacere bisogna essere uguali a qualcuno che piace e, nella maggior parte dei casi, se si insegue o si cerca di imitare qualcuno, se ne diventa una brutta copia . Io sarò brutto ma cerco di restare coerente con me stesso , a volte scrivendo cose che dovrei tenere per me. Ho voluto evidenziare con il titolo che si ripete in due brani, Elfrida, la doppia personalità che noi tutti abbiamo.La copertina del disco è il primo piano di una vagina. Il retro è invece un sedere e all’ interno ci sono immagini religiose e raffigurazioni della Madonna . Si gioca sul fatto che il primo approccio sessuale è in qualche modo moderato o in contrapposizione alla natura più profonda del simbolo. Dal primo approccio fisico , si passa ad un rapporto affettivo più intimo, quasi materno, fino ad arrivare ad idealizzare la donna come se si trattasse della Madonna. In seguito ad una separazione dalla mia attuale compagna, mi sono reso conto di aver perso un po’ tutte queste cose e le canzoni del disco sono il manifesto della sofferenza che non ho paura e non mi vergogno di mostrare. Per recuperare il rapporto ho dovuto rivedere tanti miei aspetti , alcuni infantili, altri propri della mia personalità, ma della mia personalità singola. Quando si è in due bisogna purtroppo ragionare diversamente. Mi sono analizzato profondamente e mi sono chiesto di cosa avesse veramente bisogno lei per stare bene con me e ho cercato le risposte. Giuste o sbagliate mi sono servite per riconciliarmi”.
Viaggio di ricerca, quindi. E, ad un primo attento ascolto, si intuisce che si tratta di qualcosa nascosto nel profondo dell’anima. E’ la ricerca del femminino. Non solo delle caratteristiche proprie della donna, della protezione di una madre, dell’accoglienza di chi ti aspetta a casa, della capacità di pensare e di fare più cose nello stesso tempo. Quello che sembra mancare all’autore è una parte che non è sua, che non appartiene al suo essere uomo, quell’ anello assente per sentirsi davvero completo. Si nutre la speranza che recuperandolo, i tormenti finiranno perché rabbia e paura saranno affrontate con la parte femminile che la compagna lo avrà aiutato a ritrovare. In Hamilton sembra arrivi, improvviso, il passaggio della coscienza dal torpore alla consapevolezza, dopo essere stata in balia di avvenimenti che si susseguono incalzanti. ” Dal punto di vista più tecnico- continua Luca- le scelte artistiche , stilistiche e di interpretazione sono già state criticate in tutti i versi, si inneggia all’ inascoltabile, al frustrante e al noioso… praticamente tutto ciò che volevo trasmettere. Anche perché l’intera esperienza è stata frustrante ed insopportabile.
Ho scelto infine di registrare il tutto buono alla prima a discapito dell’ intonazione perfetta , ma essendo canzoni istintive era, secondo me, giusto che mantenessero la loro vera natura senza diventare sterili. Determinante è la mia collaborazione con l’arrangiatore e musicista Gabriele Massa che suona con me in questo cd e in tutti i miei dischi da solista . Oltre ad essere un grande professionista è un artista dalla sensibilità sopraffina. La copertina, che immagino sarà anch’essa criticatissima, è di Carlo Cichero. L’impaginazione e la grafica interna sono di Chiara Canepa”.