Ovada? Di sera assomiglia al deserto
Sarà depressione da stagione invernale o la crisi che si fa maggiormente sentire. Ma gli ovadesi non sembrano molto disposti a uscire
Sarà depressione da stagione invernale o la crisi che si fa maggiormente sentire. Ma gli ovadesi non sembrano molto disposti a uscire
OVADA – Cantava Eros Ramazzotti in uno dei suoi più grandi tormentoni: “Prima che ci soffochi la noia… dove si va, cosa si fa… questa sera?”. Ci chiediamo noi, durante un nostro tormentone redazionale: “Ma dove vanno gli ovadesi al calar delle tenebre?”. All’interrogativo alcuni degli intervistati sorridono e fanno spallucce chiedendo, a loro volta, una domanda di riserva. «Il venerdì è tutto casalingo – risponde, invece, Matteo studente ventiduenne – Rimaniamo a Ovada, o paesi limitrofi, per un “apericena”. Si beve qualcosa, si mangiucchia e si fa venire l’ora in cui è troppo tardi per muoversi, soprattutto quando il tasso alcolico è particolarmente alto e a nessuno piace l’idea di vedersi ritirare la patente. Peccato solo che la maggior parte dei locali della zona non abbia ancora compreso la potenzialità di questo tipo di appuntamento per il loro guadagno e per il benessere della clientela. Il sabato, invece, si gioca rigorosamente fuori casa. Normalmente si cena direttamente in discoteca e lì si termina la serata».«Ovada non offre grandi alternative alla pizzeria e al ristorante – afferma Luca, 35 anni, operaio – e quando i locali progettano qualcosa di alternativo, lo fanno tutti nello stesso periodo, Halloween, Natale o Pasqua… il resto dell’anno la minestra è sempre la stessa e le rare proposte sembrano solo destinate a una cerchia molto ristretta, una sorta di appuntamento di nicchia». La mancanza del cinema e del teatro comunale aumenta il malcontento cittadino. Secondo alcuni, tralasciando le trasferte al teatro genovese, promosse dalla biblioteca, la possibilità di vedere un buon film o un buon spettacolo fuori Ovada diventa una spesa che, a oggi, non è sempre facile sostenere. «Fra autostrada, benzina e costo più elevato di accesso alle rappresentazioni – spiega Mariella, mamma e insegnante – uscire una sera coi propri figli è un vero salasso in termini di denaro, oltre che di tempo. Bisogna spendere e aggiungere almeno un paio d’ore all’organizzazione per quanto riguarda il viaggio». C’è anche chi il fine settimana lo trascorre in casa: una cena fra amici, una partita o un buon film alla Tv e chi, più solitario, si scatena con internet. «Mi piace passare le serate invernali su Fb – confida Laura – chiacchierare con chi non esce via chat e condividere i video, le frasi, le canzoni che più mi interessano. Visto che da fare, in giro, c’è sempre meno, preferisco uscire di giorno e restare rintanata la sera. Unica serata settimanale che mi concedo è il mercoledì, per il calcetto con le amiche. Lì sono sicura di divertirmi».
Alla noia, per alcuni intervistati, non c’è soluzione, è necessario attendere con pazienza che torni la bella stagione: con la luce fino a tardi, sagre, concerti e negozi aperti, Ovada è sicuramente più interessante e vivibile.