Scuola: la protesta unisce studenti e insegnanti del Barletti
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Redazione - redazione@ovadaonline.net  
24 Novembre 2012
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Scuola: la protesta unisce studenti e insegnanti del Barletti

Corteo per le vie del centro con gli insegnanti. Motivi della protesta: classi troppo numerose e il taglio delle attività complementari

Corteo per le vie del centro con gli insegnanti. Motivi della protesta: classi troppo numerose e il taglio delle attività complementari

 OVADA – Centocinquanta studenti del Barletti hanno manifestato nella mattina di sabato 24 novembre per il diritto allo studio protestando contro il taglio ai trasferimenti da Roma che di fatto rischia di rendere impossibile l’organizzazione dei corsi complementari alle lezioni. Il corteo è partito da via Voltri per percorrere corso Martiri della Libertà, via Torino e poi fermarsi davanti al Comune. Nella sala della Giunta, una delegazione di studenti è insegnanti è stata poi ricevuto dal vice Sindaco Sabrina Caneva e dall’assessore alle Politiche Giovanili, Flavio Gaggero. “Ci sembra il colmo – ha spiegato Alessandro Marcotulli, uno dei rappresentanti del Barletti, 3B – Quando ho iniziato le superiori eravamo 31 in classe, un numero che rende difficile lavorare: le insegnanti erano costrette a ridurre a uno o due le interrogazioni orali. Ora c’è il rischio che con l’accorpamento si arrivia anche a 35”.

“Sciopero – ha spiegato Paola Novelli, insegnante di Scienze iscritta allo Snals – nonostante l’indicazione contraria del mio sindacato. Voglio solo far notare che le risorse per concedere agli insegnanti gli scatti del 2011 saranno recuperati dal fondo d’istituto che così sarà azzerato in due anni. Si parla di autonomia nel mondo della scuola, ma non si può essere autonomi senza le risorse. Anche sugli organici non è ancora stata data una risposta chiara”. “Oggi – ha commentato il vicesindaco Caneva – bisogna arrivare a un nuovo patto sociale non fondato sui privilegi ma sui diritti. Come amministrazione, porteremo avanti le lotte necessarie per la difesa della scuola pubblica. Ma la situazione attuale è un po’ quella di una diga in cui di volta in volta si cerca di tappare una falla. Se i fondi da Roma non arriveranno, cercheremo una via alternativa”. Nel frattempo partirà una lettera indirizzata agli organi superiori, Provincia che ha la competenza sulle scuole superiori, Ministero, per fare presente le ragioni della protesta. 

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