Scuola media: una notte in classe contro i tagli
Al Pertini serata per illustrare ai genitori le attività affiancate alle lezioni ordinarie che potrebbero sparire senza fondi adeguati
Al Pertini serata per illustrare ai genitori le attività affiancate alle lezioni ordinarie che potrebbero sparire senza fondi adeguati
OVADA – Protesta significa spesso dire no a qualcosa. E’ molto diverso invece il senso dell’iniziativa che si terrà domani sera, tra le 20.00 e l’1.00, al Pertini. Si chiama “Una notte a scuola”, incontro tra gli insegnanti e i genitori accompagnati dai loro bambini per riaffermare il ruolo dell’istruzione pubblica, tutelare la rete di corsi e laboratori collaterali sviluppati dai docenti nel corso degli anni. . Alla protesta ha aderito la sola scuola secondaria di primo grado perché la primaria (cioè le elementari) ha scelto, come un po’ tutte le scuole della zona, altre forme per manifestare il proprio dissenso. A rischio se da Roma non dovesse essere erogato il fondo messo in discussione dagli ultimi provvedimenti voluti dal Governo Monti, sarebbero il corso di alfabetizzazione, i laboratori di recupero, il laboratorio teatrale, i gruppi sportivi.“I nostri obiettivi – fanno sapere dal Pertini – sono quelli ormai collaudati in questi anni e cioè aiutare i ragazzi in difficoltà, alfabetizzare gli alunni stranieri appena arrivati in Italia, approfondire la lingua inglese preparando i ragazzi a sostenere un esame per la certificazione A2 (Ket, Cambridge) riconosciuta in tutto il mondo, fornire, attraverso appositi laboratori, un supporto ai ragazzi con gravi problemi di apprendimento, stimolare la creatività attraverso varie attività come il laboratorio teatrale, potenziare l’attività fisica, fare conoscere il mondo attraverso le gite d’istruzione, collaborare coi genitori per risolvere i problemi degli alunni”.
“La nostra amministrazione – commenta l’assessore all’Istruzione del Comune di Ovada, Sabrina Caneva – appoggia i motivi della protesta. È un momento molto difficile per la scuola pubblica che negli ultimi anni, a partire dalla riforma Gelmini ha visto un ulteriore inasprirsi dei tagli e della perdita di posti di lavoro. Gli insegnanti vogliono solo affermare il diritto a poter lavorare meglio a non rinunciare ai servizi che negli anni sono stati in grado di creare”.