Vino: l’Ovadese punta sullo spumante per modernizzarsi
Presentazione il 22 in Enoteca: realizzato col metodo Charmat. Non è un caso isolato nel tentativo di intercettare il cambio dei gusti
Presentazione il 22 in Enoteca: realizzato col metodo Charmat. Non è un caso isolato nel tentativo di intercettare il cambio dei gusti
Se fino a qualche anno fa esso compariva solo sporadicamente sulle guide nazionali specializzate (Gambero Rosso, 2000 Vini, L’Espresso…), ora è diventato una costante, anche con riconoscimenti ai massimi livelli. Questo è inequivocabilmente il segnale di una crescita: il nostro Dolcetto è più conosciuto ed è valutato per quello che oggettivamente merita. Secondo quanto ci è stato riferito all’Enoteca regionale “Balloon”, dietro questi cambiamenti ci sono i giovani e donne. C’è stato un ricambio generazionale e le “quote rosa” sono entrate prepotentemente nell’imprenditoria vitivinicola dell’ovadese con risultati di indubbio rilievo. Occorre precisare naturalmente che dietro a questo cambiamento ci sono investimenti, saperi, volontà e tenacia.
Tutto bene, quindi? Naturalmente no. La recessione c’è; e tocca anche il settore del vino. I produttori di uve sono sempre alle strette perché i prezzi non sono certo remunerativi. Dal punto di vista quantitativo, per ciò che concerne i consumi, sul mercato continua il trend negativo in corso da molti anni su scala mondiale (fa eccezione, tanto per cambiare, la Cina). Insomma: più ombre che luci. Ma ci sono risposte anti crisi nel settore del vino di qualità, e ci sono anche nell’ovadese. Nella nostra zona, accanto alle aziende “storiche” che hanno saputo affrontare le sfide di questa congiuntura difficile, ne sono sorte di nuove che sono riuscite in breve tempo ritagliarsi una nicchia di mercato. E in effetti il dato nazionale riguardante il vino segnala da qualche tempo un aumento del fatturato complessivo con incrementi ragguardevoli nelle esportazioni e con diverse sorprese tra cui il sorpasso, ai danni dei francesi, nel settore delle “bollicine”. Anche i produttori dell’ovadese si stanno muovendo in questa direzione. Forse sta davvero cambiando qualcosa…