Visita di Balduzzi: Comune soddisfatto, Osservatorio prudente
Il vice sindaco Caneva: "Il Ministro ha ribadito che, anche in un periodo di cambiamenti come quello che stiamo vivendo, "un ospedale ad Ovada ci deve stare"
Il vice sindaco Caneva: "Il Ministro ha ribadito che, anche in un periodo di cambiamenti come quello che stiamo vivendo, "un ospedale ad Ovada ci deve stare"
OVADA – Il giorno dopo la visita del Ministro Renato Balduzzi c’è soddisfazione da parte dei rappresentanti del Comune di Ovada. “In un momento critico come quello che stiamo vivendo- spiega il vice sindaco Sabrina Caneva – il Ministro ha visitato e apprezzato il nostro ospedale accompagnato da tutti i sindaci della zona. E questo ci sembre un segnale forte di quanto il territorio sia coeso e impegnato per il proprio ospedale e per la tutela della salute dei cittadini. “Durante l’incontro pubblico, poi, il nostro Sindaco ha potuto esporre direttamente al Ministro della Repbblica le esigenze del territorio e la situazione socio sanitaria locale ribadendo la necessità di mantenere i servizi ai cittadini”.Entra poi nel dettaglio di quanto detto durante il dibattito: “Il Ministro stesso ha ribadito l’importanza e la necessità di ascoltare i territorio prima di prendere decisioni; decisioni che ovviamente toccano alla Regione ma che ci si auspica siano prese valutando tutti gli aspetti e ascoltando le esigenze dei territori; per esempio non possiamo non tenere conto della politica dei trasporti. Inoltre il Ministro ha ribadito che, anche in un periodo di cambiamenti come quello che stiamo vivendo, “un ospedale ad Ovada ci deve stare”. E ha sottolineato come sia necessario un rafforzamento del servizio di rete sia sul territorio sia con il distretto”.
Più sfumata la posizione di Padre Ugo Barani, presidente dell’Osservatorio Attivo intervenuto durante l’incontro dello Splendor. “E’ sicuramente positiva l’apertura al dialogo manifesta dal Ministro – E da parte nostra apprezziamo il fatto che ci sia stata la possibilità di esprimere la nostra posizione. Non mi pare però che sulle questioni aperte a proposito della nostra struttura siano arrivate risposte nuove e che autorizzino a stare tranquilli. Bene l’ipotesi di un potenziamento della Medicina, ma vorremmo capire quale sarà il futuro del punto di Primo Intervento”.