Il grido di dolore
Home
Redazione - redazione@ovadaonline.net  
11 Novembre 2012
ore
00:00 Logo Newsguard

Il grido di dolore

La scelta dell’elezione indiretta del Presidente delle future Province contrasta con i principi di rappresentatività democratica e con la complessità dei processi che si devono governare

La scelta dell?elezione indiretta del Presidente delle future Province contrasta con i principi di rappresentatività democratica e con la complessità dei processi che si devono governare

ROCCA GRIMALDA – Con la scusa dei costi della politica l’attacco al sistema delle autonomie locali si è in queste ultime settimane intensificato: i tagli sono ormai insostenibili e i loro effetti si stanno riversando sulla vita quotidiana dei cittadini. Il “grido di dolore” più volte lanciato al Governo dagli amministratori locali è rimasto sempre inascoltato, le proposte fatte troppo spesso respinte. Un caso emblematico la richiesta di allentare il “patto di stabilità” che non è stata mai raccolta. Le conseguenze sotto gli occhi di tutti: blocco delle opere pubbliche (l’80% infatti realizzate dagli Enti Locali) con grave danno per il Paese, l’economia, l’occupazione e la vivibilità dei cittadini. Questo Governo ha continuato a togliere  risorse ai Comuni e scaricato sugli amministratori locali l’aumento delle imposte su cittadini e piccole imprese, artigiani e commercianti, mettendo a rischio l’ultimo legame tra Istituzione e Cittadino.

Parallelamente è venuto avanti un disegno neo-centralista del sistema istituzionale realizzato con modalità (il Decreto Legge) inappropriate. E tutto questo al di fuori di un disegno organico di riforma degli Enti Locali di cui invece il nostro Paese ha urgente bisogno.

Allora proviamo a considerare il Decreto approvato dal Governo, che ridisegna le province italiane, una tappa nel processo di riorganizzazione del sistema delle autonomie locali e della riduzione dei costi della pubblica amministrazione, ma torniamo però al più presto a lavorare per un disegno di riforma organico: non rinunciamo mai a perseguire l’obiettivo di una riforma complessiva mentre affrontiamo il contingente.

Ad esempio la scelta dell’elezione indiretta del Presidente delle future Province contrasta con i principi di rappresentatività democratica e con la complessità dei processi che si devono governare: un motivo in più quest’ultimo per correggere il Decreto in Parlamento senza difendere alcun privilegio, alcuna casta e alcun ente inutile, ma solo per rivendicare le ragioni dell’autogoverno locale. E’ indispensabile affermare un’idea nuova, quella della costruzione ‘dal basso’ del sistema istituzionale ottimale: le municipalità devono essere l’ossatura portante del sistema degli Enti Locali, senza sottrarsi all’esigenza delle gestioni associate dei servizi al cittadino, perché le sfide che attendono le nostre municipalità sono tali da esigere il bacino ovadese quale contesto in cui svolgerle.

Pertanto la Politica recuperi quell’orgoglio indispensabile ad affrontare le sfide complesse che ci stanno davanti e provi a disegnare insieme agli amministratori locali e ai cittadini il futuro delle comunità che non possono fare a meno di un sistema delle autonomie locali, riammodernato, ma non affossato, pena regalare, nuovamente, il nostro Paese alla demagogia dilagante.

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione