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L’appello di Briata: non svendete il cinema
"La città non può stare a lungo senza una sala. Ma se non si fanno gli investimenti necessari il rischio è quello di non trovare un gestore"
"La città non può stare a lungo senza una sala. Ma se non si fanno gli investimenti necessari il rischio è quello di non trovare un gestore"
OVADA – “Col teatro comunale rischia di finire come con lo Story Park, l’Enoteca e l’area industriale della Rebba. Chiedo che ci si fermi un attimo, si valuti bene quali interventi sono necessari e si proceda nel migliore dei modi per non dover essere costretti in un prossimo futuro a svendere l’ennesimo gioiello di famiglia”. A spendere queste parole è il consigliere di minoranza Fulvio Briata, entrato nel Gruppo misto dopo aver lasciato la scomoda sedia di “Fare per Ovada”. Il quadro è quello della gara andata deserta per l’assegnazione del cinema. A spaventare Briata, mentre l’amministrazione fa sapere d’essere ancora in attesa dell’esito della perizia tecnica commissionata, è l’idea di una trattativa privata che si traduca in un ulteriore ribasso rispetto a quanto messo nero su bianco nel primo bando.“Chi subentrerà alle Dardano – prosegue l’attuale esponente di AmOvada – dovrà accollarsi spese ingenti per riscaldare una sala il cui impianto è stato fatto male rispetto alle esigenze. Ovada sta perdendo tutti i servizi e non può permettersi di stare a lungo senza un cinema. Per questo chiedo che si trovi una soluzione temporanea con la Parrocchia per la riapertura dello Splendor in attesa che si risolva anche questa situazione.